Valeria Mantovan, giovane ‘decana’: «Onorata di esserci ma ora proviamo a superare i compartimenti stagni. Niente logiche di chiusura»
Mantovan: «Non avevo aspettative sulla vicepresidenza, sono felice sia andata a un collega di esperienza»
domenica 14 dicembre 2025di Enrico Ferro

VENEZIA – Decana a 35 anni. Valeria Mantovan, laurea in Giurisprudenza all’Università di Padova, ex sindaca di Porto Viro (Rovigo), a dispetto della giovane età è l’assessore con più esperienza amministrativa nella nuova giunta Stefani.
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Valeria Mantovan, le hanno assegnato le deleghe a Istruzione, Formazione e Cultura. È soddisfatta?
«Se dovessi dire ciò che provo, sicuramente direi entusiasmo accompagnato ad un grande senso di responsabilità.
La delega alla Cultura ha un peso centrale in Veneto e per me rappresenta una nuova sfida».
Prende la Cultura ma perde il Lavoro. Le dispiace?
«É sicuramente un’altra delega sfidante. Sarò comunque a disposizione, se dovesse essere necessario, del nuovo assessore. Penso occorra uscire dallo logica degli assessorati chiusi, a compartimenti stagni. Oggi ogni delega è intrecciata ad un’altra. Bisogna cominciare a lavorare in modo interconnesso, in un’ottica di squadra».
Pensando al “caso Venezi”, crede che la delega alla Cultura affidata a FdI in Veneto abbia anche una valenza politica?
«Io penso che si sia valutata la miglior composizione dal punto di vista amministrativo».
Quale pensa sarà l’obiettivo di questo suo secondo mandato come assessora regionale?
«Sicuramente quello di gestire al meglio le materie delegate, accompagnando i rispettivi settori in questa fase di grandi e veloci cambiamenti sociali, economici, demografici e culturali».
Le hanno assegnato di nuovo anche l’importante delega all’istruzione. Qual è la sua posizione sull’educazione sessuale nelle scuole?
«Credo che più che focalizzarci sull’educazione sessuale, che semmai compete prima di tutto alle famiglie, dovremmo concentrarci sull’educazione al rispetto e alla tolleranza. Quando si parla educazione sessuale occorre sempre coinvolgere la famiglia e non prevaricarla».
Si sente un po’ una figura “cerniera” tra l’amministrazione Zaia e quella di Stefani?
«Un dato certo: sono l’unica assessora riconfermata nel suo ruolo. Per cui l’esperienza passata aiuterà sicuramente».
Da tempo si parlava anche di una possibile vicepresidenza per lei. Alla fine è andata al collega di partito Pavanetto. È dispiaciuta?
«Non avevo aspettative su questo. A me premeva poter ritornare in giunta per proseguire il lavoro iniziato, sono già grata di questo. Sono felice sia andata ad una persona come Lucas, che vanta anch’egli una lunga militanza nel partito, oltre che esperienza amministrativa».
Dicono che FdI in Veneto sia lacerato dalle correnti. È vero?
«Personalmente non amo le polemiche. Ritengo anche che in ogni grande partito possano esistere visioni differenti, non è una novità: l’importante è non anteporre quelle personali a quelle del partito e soprattutto agli interessi della comunità. Spesso, anzi, le visioni contrapposte possono essere motivo di crescita».
Ha ricevuto qualche messaggio dai vertici del suo partito dopo questa nomina?
«Certo, prima e dopo».
Anche Giorgia Meloni?
«Se anche lo avesse fatto lo terrei per me. Posso solo dire che Giorgia, nonostante gli innumerevoli impegni, è una persona che risponde sempre, a qualsiasi ora».
Ultimo aggiornamento: 09:24
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