Lecce, artisti in protesta contro la Provincia: «Stagione lirica, ridotti i compensi»

Lecce, artisti in protesta contro la Provincia: «Stagione lirica, ridotti i compensi»

Palazzo dei Celestini
Palazzo dei Celestini
di Maurizio TARANTINO
3 Minuti di Lettura
martedì 16 dicembre 2025, 05:00 – Ultimo aggiornamento:
17 dicembre, 14:44

Ridotti i giorni di prova per gli artisti – e probabilmente anche il compenso – e sale la tensione attorno alla Stagione lirica di tradizione 2025. L’Orchestra Filarmonica di Lecce e i musicisti coinvolti nelle produzioni di “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo e “Arlecchinata” di Antonio Salieri (in programma il 19 e il 21 dicembre al Politeama Greco di Lecce) hanno ufficialmente denunciato il silenzio della Provincia di Lecce e le scelte organizzative che, a loro giudizio, mettono seriamente a rischio la qualità artistica delle opere in cartellone.
Al centro della protesta c’è la drastica riduzione dei giorni di prova, passati dai sei inizialmente previsti a soli tre. Una decisione che gli orchestrali definiscono “artisticamente improponibile”, soprattutto per un titolo complesso come Pagliacci, che richiede un lavoro orchestrale approfondito, rigoroso e responsabile. 

Le lamentele

«Ridurre le prove e pretendere allo stesso tempo una qualità artistica eccellente – sottolineano i 50 musicisti firmati della nota – significa svilire la professionalità di chi lavora e svuotare di senso il concetto stesso di Teatro di Tradizione». A rendere ancora più tesa la situazione è stato, secondo l’Associazione, il mancato riscontro alle comunicazioni ufficiali inviate via PEC il 2 e il 9 dicembre, con cui si chiedevano certezze sugli impegni di spesa e sull’organizzazione complessiva delle produzioni. In assenza di risposte formali, l’Orchestra ha annunciato di rimettere integralmente alla Provincia ogni responsabilità organizzativa, liberandosi da ulteriori impegni. 
Una decisione poi ribadita anche nel corso di un incontro con il dirigente provinciale. «Non si possono ottenere per “magia” risultati di altissimo livello negando le condizioni minime per raggiungerli – affermano ancora i musicisti –. Questo non è Teatro di Tradizione, ma improvvisazione. È una mortificazione del lavoro artistico e della dignità professionale». Parole che pesano come un atto d’accusa e che chiamano in causa direttamente la governance della stagione lirica. 
Dal canto suo, la Provincia respinge l’idea di una gestione superficiale. Il dirigente Roberto Serra chiarisce il quadro amministrativo e finanziario in cui si muove l’ente: «La nostra contrattazione avviene con associazioni e cooperative che mettono a disposizione le maestranze necessarie a chiamata. Tutte le decisioni vengono prese dalla direzione artistica che ha valutato il numero di ore necessarie per le prove». Serra rivendica inoltre l’impegno dell’amministrazione nel rilancio della lirica: «La Provincia è impegnata alla ricostituzione della stagione lirica con un programma triennale, dopo che per sette anni non è stato possibile organizzarla. Come è noto, le risorse economiche sono ridottissime e tutto va fatto in maniera più che accorta».
Una spiegazione che, però, non sembra placare le preoccupazioni degli orchestrali, i quali temono che tagli e incertezze possono compromettere non solo le singole produzioni, ma l’immagine stessa di una tradizione lirica che da oltre cinquant’anni rappresenta un vanto culturale per il Salento. 
«Se la Stagione Lirica 2025 dovesse subire ritardi, ridimensionamenti o addirittura fallimenti – avvertono – le responsabilità non potranno essere attribuite ai musicisti, ma a chi ha scelto il silenzio e l’improvvisazione. Una situazione sottovalutata, che rischia di compromettere seriamente la rassegna e che solleva seri interrogativi alla nostra classe politica sulla volontà reale di tutelare la qualità artistica e la dignità professionale degli operatori coinvolti».

La precisazione

Per un errore, nel primo lancio della notizia è stata utilizzata a corredo l’immagine di una formazione musicale che nulla ha a che vedere con l’argomento trattato. Del disguido, segnalato dall’avvocato Davide Guercia Sammarco, ci scusiamo con gli interessati e con i lettori.

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