Luca Zaia presidente del consiglio regionale: oggi il voto

Luca Zaia presidente del consiglio regionale: oggi il voto

L’ex governatore ha la maggioranza, ma si procede con scrutinio segreto

lunedì 15 dicembre 2025di E.Fer.

Zaia presidente del consiglio regionale: oggi il voto

VENEZIA – I due presidenti ancora una volta uno accanto all’altro. Quello del nuovo corso e quello delle 200mila preferenze. Quest’ultimo, che risponde al nome di Luca Zaia, oggi potrebbe essere eletto presidente del consiglio regionale.

Dopo aver governato per 15 anni la Regione, sembra che a lui sia riservato lo scranno più importante del parlamentino di Palazzo Ferro-Fini. Poco distante ci sarà Alberto Stefani, recentemente incoronato nuovo “doge” e deciso più che mai a presenziare ogni seduta del Consiglio. Inizia oggi, dunque, la nuova legislatura. Con il presidente più giovane d’Italia. Con i No vax presenti addirittura con due consiglieri. Con i vannacciani ormai intruppati nelle fila della Lega. Ma la prima giornata di questo nuovo corso del consiglio regionale del Veneto sarà tutt’altro che una passeggiata. La votazione per eleggere il presidente del Consiglio avviene a scrutinio segreto.
Sarà eletto chi raggiungerà la maggioranza dei due terzi, che al Ferro-Fini significa 34 voti a favore.

Zaia non dovrebbe avere problemi. «Ma non si sa mai», ragiona uno degli sherpa della maggioranza, invitando alla prudenza. Quindi occhio ai franchi tiratori. Qualora nel secondo scrutinio non si raggiunga la maggioranza qualificata, si procederà, a partire dal giorno successivo, a maggioranza assoluta dei componenti. Oltre al presidente, saranno scelti anche i due vicepresidenti e i due consiglieri segretari.

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Streaming

Piccola novità: oltre alla piattaforma digital for democracy il Consiglio regionale sarà in streaming anche su Facebook e YouTube. È la prima volta che accade, c’è la volontà di arrivare a più cittadini possibile. Nella giornata di ieri c’è stato uno scatto in avanti anche per quel che riguarda la scelta dei capigruppo. Fratelli d’Italia nominerà Claudio Borgia, trevigiano di “rito donazzaniano”. Alberto Bozza farà il capogruppo Forza Italia mentre nella Lega se la giocano Barbisan, Tomaello e Pressi.

Commissioni

Una partita importante sarà anche quella delle presidenze delle Commissioni. A questo proposito Riccardo Szumski, espressione dei Novax, qualche giorno fa sul suo profilo Facebook ha squadernato quello che è un suo obiettivo: «Sembra che io sia l’unico medico in consiglio regionale, anche se medico di campagna. Magari potrei fare il presidente o il vice della Commissione Sanità, che dite?». Non una commissione a caso, quindi.

Gli anti vaccini vogliono mettere le mani sulla macchina regionale. Anche alla luce di questo, la scelta di Stefani di nominare assessore alla Sanità un luminare come Gino Gerosa assume un’importante valenza. Potrà accadere, nel corso di questi cinque anni, che su qualche tema sanitario Szumski incalzi proprio Gerosa. Un testa a testa che promette sicure scintille. Nella scelta dei presidenti e dei vicepresidenti delle commissioni i partiti della maggioranza cercheranno di trovare la quadra anche in base a un principio di tipo territoriale, visto l’abbondante riconoscimento che ha avuto la provincia di Padova con quattro assessori (Gerosa, Bitonci, Giacinti e Venturini) e la bassa rappresentanza concessa invece a Venezia, che ha solo Lucas Pavanetto. Potrà dunque esserci un riequilibrio, anche tenendo conto di queste dinamiche di spartizione territoriale.

Ultimo aggiornamento: 13:06
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