«Sono scosso come uomo e come arbitro». Il direttore di gara preso a pugni dopo un’espulsione finisce all’ospedale
Grave episodio di violenza a Udine durante una partita di calcio a 5 in Serie C, pugno in faccia dal giocatore: «Sono scosso come uomo e come direttore di gara»
domenica 14 dicembre 2025di D.Z.

UDINE – Nuovo episodio di violenza inaudita in Friuli Venezia Giulia. Scene da far west nella serata di venerdì negli impianti Atzeka a Cussignacco, quartiere di Udine dove l’anticipo del campionato regionale di Serie C di calcio a 5 tra Clark e Manzano si è trasformato in una delle pagine più nere del futsal friulano degli ultimi anni. Una pesantissima aggressione all’arbitro Stefano Tomasetig, colpito con un pugno al volto da un giocatore della formazione udinese, con conseguenze che vanno ben oltre il rettangolo di gioco.
Il fatto
La partita era giunta al termine del primo tempo, con il Manzano in netto vantaggio per 5-1, risultato che di fatto aveva già indirizzato l’esito dell’incontro.
A innescare la spirale di tensione è stata l’espulsione del numero 7 della Clark Udine, Shimba Olamba, sanzionato dal direttore di gara per proteste. Un provvedimento che il giocatore non ha accettato, iniziando a inveire con violenza verbale contro l’arbitro per lunghi minuti, sotto gli occhi attoniti di compagni, avversari, dirigenti e del numeroso pubblico presente sugli spalti.
Nonostante i tentativi di compagni di squadra e dirigenti di riportarlo alla calma, la situazione è rapidamente degenerata. Il clima di forte tensione ha portato alla sospensione dell’incontro, ma il peggio doveva ancora arrivare.
Negli spogliatoi, durante l’intervallo, si è infatti consumata l’aggressione: Olamba ha colpito con un pugno al volto l’arbitro Stefano Tomasetig, della sezione di Udine, facendolo cadere a terra. Secondo quanto riferito, il direttore di gara avrebbe anche perso temporaneamente i sensi. Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto è giunta un’ambulanza, mentre una pattuglia delle forze dell’ordine ha raggiunto l’impianto per ricostruire l’accaduto. Tomasetig è stato trasportato in ospedale, dove i sanitari hanno riscontrato una sospetta frattura della mandibola, attualmente al vaglio degli accertamenti medici. Nelle ore successive l’arbitro è rientrato a casa e ha rilasciato una sola, breve dichiarazione: «Sono scosso come uomo e come arbitro».
I provvedimenti
L’episodio è avvenuto sotto gli occhi del delegato regionale della Figc Fvg per il calcio a 5, Max Pali, che ha immediatamente informato il presidente della LND regionale Ermes Canciani. La risposta della Federazione non si è fatta attendere: Canciani ha deciso la sospensione dell’intera giornata di campionato, un raggruppamento regionale che coinvolge anche squadre della provincia di Pordenone.
Le reazioni
«Un episodio di una gravità inaudita – ha dichiarato Canciani – massima solidarietà all’arbitro. Ora attendiamo le decisioni del giudice sportivo; nel frattempo, visto l’intervento delle forze dell’ordine, ci saranno inevitabilmente risvolti penali che andranno di pari passo con l’accertamento dei fatti».
Sul fronte disciplinare, per il giocatore responsabile dell’aggressione si profilano durissimi provvedimenti di giustizia sportiva, con la radiazione praticamente scontata. Ma le conseguenze potrebbero non fermarsi ai confini federali: l’arbitro, durante l’esercizio delle sue funzioni, è infatti equiparato a pubblico ufficiale, e l’episodio potrebbe configurare un reato penale di particolare gravità.
Sul caso è intervenuto anche il presidente dell’AIA, l’associazione degli arbitri, del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Ros, che ha definito l’accaduto «il fatto di violenza più grave di cui abbia memoria nella nostra Regione». «Il nostro arbitro – ha affermato – è stato vilmente colpito al volto con una violenza tale da farlo cadere a terra e perdere temporaneamente i sensi. Auspico possa essere applicato l’articolo del Codice Penale che equipara gli arbitri a pubblici ufficiali, prevedendo pene severissime. Questo episodio è solo la punta dell’iceberg di una serie di atteggiamenti esecrabili che si ripetono con sempre maggiore frequenza nei nostri campi».
Parole dure, accompagnate da una riflessione più ampia sullo stato del movimento e sulla necessità di tutelare chi scende in campo per garantire il regolare svolgimento delle gare. «Il nostro dovere – ha concluso Ros – è salvaguardare l’integrità degli arbitri. Forse è il momento di fermarsi, analizzare quanto sta accadendo e individuare, insieme alle componenti federali, azioni concrete affinché simili episodi non si ripetano più».
Ultimo aggiornamento: 16 dicembre, 10:10
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