Rete oncologica, l’invito di Acoi alla Regione. Honsell e Capozzi: «Non ignorare le critiche dei chirurghi»
«L’Acoi invita la Regione Fvg a prendere in considerazione non solo i meri dati statistici, ma anche gli indicatori di qualità», afferma Capozzi
lunedì 15 dicembre 2025di Redazione Udine

UDINE – Nei giorni scorsi dopo la lettera di Acoi, l’associazione dei chirurghi italiani, che invitava la Regione a rivedere le linee guida della rete oncologica Fvg, sono intervenuti diversi consiglieri di minoranza.
Gli interventi
In particolare, Furio Honsell (Open sinistra Fvg) si era detto preoccupato per la mancata risposta della Regione, perché «la direzione guidata da Riccardi non risponde alle osservazioni che l’associazione chirurghi ospedalieri italiani ha mosso al piano oncologico.
Un piano che Riccardi ha sbandierato come un grande successo, ma sul quale, come Open Sinistra Fvg, avevamo espresso voto negativo perché consapevoli delle potenziali conseguenze negative. Ora lo stesso documento viene analizzato nel dettaglio dal presidente dell’associazione»- «Non è accettabile ignorare critiche che provengono da professionisti. La criticità principale rilevata riguarda la potenziale demotivazione di molti operatori, che tuttavia sarebbero comunque chiamati ad intervenire in caso di emergenze. Come spesso ribadiamo, è fondamentale valorizzare tutti i professionisti e non soltanto alcuni».
Anche Rosaria Capozzi (M5S) aveva invitato ad ascoltare la voce dei chirurghi: «I nostri timori, prima espressi a voce in aula e poi manifestati anche attraverso un voto contrario al documento a suo tempo proposto dalla Giunta, sembrano essersi purtroppo confermati: il nuovo Piano della Rete oncologica regionale del Friuli Venezia Giulia non convince neppure i componenti della più accreditata rappresentanza scientifica di chirurgia a livello nazionale». «Si tratta di un documento importantissimo per l’organizzazione delle strutture, ma anche e soprattutto per la salute dei pazienti, già duramente provati dal trauma di una diagnosi pesantissima. La durata e la qualità della vita delle cittadine e dei cittadini – aggiunge l’esponente pentastellata sono strettamente dipendenti da tutti i progressi garantiti dai trattamenti ma, al tempo stesso, anche da un insieme di fattori quali la prevenzione, la diagnosi precoce, la terapia, la riabilitazione e l’assistenza”.
«La lettera inviata non solo all’assessore competente dai vertici dell’Associazione Chirurghi ospedalieri italiani – precisa Capozzi sembra, non a caso, aver trovato anche la condivisione dei loro colleghi del Friuli Venezia Giulia con la richiesta esplicita di revisione del Piano in questione, prendendo l’esperienza del vicino Veneto quale punto di riferimento iniziale”. «Esistono esplicite differenze in termini di incidenza tumorale sul nostro territorio che richiedono accurati approfondimenti, lasciando da parte il campanilismo politico» «Bene ha fatto perciò, l’Acoi a invitare la Regione Fvg a prendere in considerazione non solo i meri dati statistici, ma anche gli indicatori di qualità».
Ultimo aggiornamento: 12:31
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