Automotive, niente stop ai motori termici, i sindacati in Puglia esultano: «Ora però investire e programmare»

Automotive, niente stop ai motori termici, i sindacati in Puglia esultano: «Ora però investire e programmare»

Dopo la decisione della commissione europea di posticipare la data del 2035 per il passaggio al solo elettrico

Automotive, niente stop ai motori termici, i sindacati in Puglia esultano: «Ora però investire e programmare»
di Francesca SORRENTINO
4 Minuti di Lettura
giovedì 18 dicembre 2025, 05:00

Niente stop ai motori termici a partire dal 2035. La decisione della Commissione europea sulla deroga arriva dopo settimane di rinvii e trattative complesse. E le sigle sindacali tirano un sospiro di sollievo anche in Puglia, dove la crisi dell’automotive ha coinvolto negli ultimi anni circa 10mila lavoratori su tutto il territorio regionale.

«Accogliamo positivamente la notizia che arriva dall’Europa, anche in seguito alle nostre richieste sindacali – spiega Michele Tamburrano, segretario regionale della Fim Cisl -.

A febbraio scorso eravamo a Bruxelles insieme a tutti i metalmeccanici europei per manifestare e chiedere azioni straordinarie in termini di investimenti e formazione per tutelare i lavoratori. Oltre ad ammortizzatori sociali ad hoc vista la gravità della situazione. Non dimentichiamo che la crisi dello stabilimento Stellantis di Melfi, in provincia di Potenza, ha avuto pesanti ripercussioni anche sulla Puglia, non solo perché da noi vi sono molte aziende che producono componenti per il gruppo, ma anche perché vi sono circa mille unità di personale che fanno la spola con la Basilicata per lavorare nella fabbrica lucana. Molte aziende dell’indotto stanno chiudendo perché hanno finito gli ammortizzatori sociali a disposizione. Bisogna agire adesso per non arrivare nuovamente impreparati alla scadenza e investire sulla neutralità tecnologica».

Idea simile anche quella di Paolo Villasmunta, segretario della Fiom Cgil di Bari: «La transizione ecologica in atto non è un passaggio che può essere negato – spiega Villasmunta – la nostra posizione non è di contrarietà a nuovi modelli di produzione. Ma la transizione non deve essere a discapito dei lavoratori metalmeccanici, deve essere accompagnata tanto dalle imprese quanto dalle istituzioni. Il presupposto alla base della deroga concessa dall’Unione europea restano gli investimenti in ricerca e sviluppo da parte delle aziende. Altrimenti il rischio è che ci ritroveremo di nuovo al punto di partenza, qualsiasi sia la scadenza temporale fissata. Intanto le aziende cinesi stanno spadroneggiando sul mercato con le loro vetture elettriche». Impensabile, dunque anche per i sindacati fare dei passi indietro sul Green deal ma «i lavoratori vanno tutelati e lo stato occupazionale va mantenuto anche a fronte delle riconversioni degli stabilimenti. Tranne rarissime eccezioni – conclude Villasmunta – la situazione di sofferenza degli anni passati in realtà come Bosch, Magneti Marelli o Skf, si è solo aggravata e il ricorso agli ammortizzatori sociali non è diminuita, anzi».

Molto critica invece la Uilm Puglia con il segretario provinciale di Bari Riccardo Falcetta, per il quale la transizione all’elettrico è stata affrontata con un’impostazione eccessivamente ideologica. «Sono anni che, come sindacato, sosteniamo che questa transizione, così come ci è stata imposta, fosse sbagliata e legata a delle decisioni ideologiche prese a livello europeo – spiega -. Le direttive vanno modificate nel profondo, questa decisione della Commissione europea è un timido segnale ma l’obiettivo finale deve essere quello della neutralità tecnologica: bisogna lasciare al consumatore la libertà di scegliere il proprio veicolo con il sistema di propulsione di riferimento. Tenendo conto che anche i motori endotermici di ultima generazione stanno facendo la loro parte dal punto di vista ambientale. Demonizzare tutti i motori ad esclusivo favore dell’elettrico mi sembra una scelta scellerata e ideologica che favorisce alla fine il solo mercato cinese che la fa da padrone nel settore». I risultati, secondo Falcetta, si sono rivelati scarsi anche laddove una riconversione delle linee produttive ci è stata effettivamente. «A Bari c’è il distretto dell’automotive più grande della regione. Qui nelle aziende che abbiamo riconvertito all’elettrico alla fine i risultati sono stati scarsi perché non ha una vera quota di mercato. – aggiunge – le linee produttive non hanno attecchito e la conseguenza sono gli ammortizzatori sociali che interessano ormai la maggioranza dei lavoratori del settore. La transizione si è ridotta ad un aumento della cassa integrazione: a Bari e dintorni su circa 8mila dipendenti dell’indotto solo un migliaio scarso sono esenti dalla cassa integrazione. Con l’attuale presidente della Regione negli anni abbiamo avuto una serie di scontri anche molto accesi, anche perché va ricordato che Decaro fa parte della commissione Ambiente del Parlamento europeo e in prima battuta era favorevole alla transizione verso l’elettrico. Spero che adesso ritorni perlomeno a ragionare su come va gestita la transizione ecologica. È stato appena eletto, vedremo cosa succederà nei prossimi mesi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Source URL: http://quotidianodipuglia.it/regione/motori_termici_niente_stop_sindacati_esultano_rinvio_investire_programmare-9251201.html


Analyse


2026-01-03 17:21:55

Post already analysed. But you can request a new run: Do the magic.