Cani non possono entrare in chiesa, gli animalisti protestano vestiti da frati. Don Andrea: «Questione di buonsenso e sicurezza»

Cani non possono entrare in chiesa, gli animalisti protestano vestiti da frati. Don Andrea: «Questione di buonsenso e sicurezza»

Gli agenti della Digos, intervenuti sul posto, hanno proceduto alla identificazione degli autori della protesta

domenica 14 dicembre 2025di D.D.M.

Cani non possono entrare in chiesa, gli animalisti protestano vestiti da frati. Don Andrea: «Questione di buonsenso e sicurezza»

SACILE – Erano in quattro, uomini, tutt’altro che ragazzini. Portavano con loro un cartello con la scritta «Francesco amava gli animali» e venerdì pomeriggio sono arrivati fino al Duomo. Qui in due hanno vestito la classica tunica marrone dei frati, con tanto di corda intorno alla vita, e si sono posizionati a favore di telecamera davanti alla chiesa, nel suo androne e poi in più punti dei giardini retrostanti, quelli appena rimessi a nuovo. Scopo di questa sorta di blitz era contestare i due avvisi che sulle porte interne del Duomo sacilese ricordano che i cani non possono entrare in chiesa. La protesta era firmata da 100%Animalisti, noto gruppo di attivisti solitamente attivi nel vicino Veneto, ma che sembra conti qualche sostenitore anche in riva alla Livenza.

Lo scopo dell’azione era contestare l’arciprete sacilese che vieta l’ingresso in chiesa al miglior amico dell’uomo. Contrariamente ad altri parroci che invece vanno nella direzione opposta, ricordava una nota dell’associazione che intendeva anche ribadire che «la chiesa deve essere luogo di accoglienza e apertura verso tutti». Ieri sui canali social del gruppo è poi comparso anche un video che mostra il blitz nei suoi momenti salienti.

«Critichiamo una posizione che ci sembra di esclusione, dovuta a una visione antropocentrica, che considera gli altri’ Animali inferiori agli umani e perciò non degni di entrare nel tempio». Questo il pensiero, accompagnato dalla constatazione che, scrivono ancora gli animalisti: «Non esiste nessuna norma, nel Diritto Canonico o nei regolamenti comunali o statali, che proibisca l’ingresso di Animali (sempre volutamente scritto con la maiuscola) nelle chiese. Infatti alcuni preti li accolgono, mentre altri si ostinano a rifiutarne la presenza. Tra questi ultimi, l’arciprete del Duomo di Sacile». Il blitz non è passato inosservato agli agenti della Digos che, intervenuti sul posto, hanno proceduto alla identificazione degli autori della protesta.

La replica

Dal canto suo, Don Andrea, fresco parroco del Duomo, ieri mattina si definiva ancora all’oscuro dell’accaduto ma, informato, qualche precisazione l’ha fatta. «Sostanzialmente contestavano i due avvisi che chiedono, tra l’altro in modo gentile, di non portare in chiesa i propri animali. Cartelli che si trovano lì da un sacco di tempo, mentre io sono arrivato solo a novembre». Aveva già avuto a che fare con 100%Animalisti? «Assolutamente no». Don Andrea arriva da Vittorio Veneto e lì non era parroco e nemmeno mai stato fatto bersaglio delle proteste animaliste. «Per il resto credo che si tratti solo di buonsenso. Non far entrare i cani in chiesa è un fatto di igiene, anche di sicurezza perché se questo dovesse portare a delle conseguenze, a pagare sarebbe poi il parroco». Figuriamoci se i cani incrociandosi tra loro cominciassero ad abbaiare, magari durante la messa. Preoccupato dell’accaduto? Don Andrea sorride: «Ma no, non mi sembra una cosa grave. Probabilmente si è trattato di soggetti in cerca di visibilità, niente di più». Di certo non hanno causato danni, al massimo un po’ di curiosità in chi li ha notati. In Veneto l’associazione ha in passato dato vita a molte proteste pro animali, parecchie piuttosto vivaci, alcune con strascichi giudiziari, soprattutto nei confronti dei cacciatori, talvolta minacciati, e di chi lavora con gli animali nei circhi. Spesso denunciati, gli attivisti di 100%animalisti sono soliti usare termini e minacce piuttosto robuste. Non di rado, prendendo di mira singoli macchiatisi, secondo loro, di brutalità nei confronti della fauna. Il loro slogan più famoso e scioccante fu, qualche anno fa: «Cacciatore facci sognare: sparati» (Nel trevigiano, contro la festa del cacciatore).

 


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