Ospedale, maxi offerta dei privati per la sanità. Riccardi: «Il presidio non è in vendita»

Ospedale, maxi offerta dei privati per la sanità. Riccardi: «Il presidio non è in vendita»

Il titolare regionale della Sanità frena i timori su una possibile privatizzazione del presidio: «È un partenariato». Benvenuto (Cgil): «Ci faccia vedere le carte»

domenica 14 dicembre 2025di Emiliana Costa

Ospedale, maxi offerta dei privati per la sanità. Riccardi: «Il presidio non è in vendita»

SPILIMBERGO – «L’ospedale non è in vendita, si tratta degli investimenti proposti in un partenariato pubblico-privato in cui la struttura resterà pubblica». L’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi interviene per calmare le acque e frenare i timori scaturiti dalla notizia uscita ieri sui giornali, notizia che ha scosso la comunità locale: l’offerta di trenta milioni di euro da parte di privati – il Policlinico triestino, proprietario anche della Salus e Pineta del Carso – per acquisire in blocco l’ospedale di Spilimbergo.

Venerdì sera, il presidente dell’Azienda sanitaria Giuseppe Tonutti ha incontrato Cisl, Uil e Nursind per illustrare il piano che dovrebbe partire a inizio 2026. Un maxi investimento per la ristrutturazione totale dell’edificio con la realizzazione di ambulatori chirurgici, il potenziamento di attività mediche e lo sviluppo dei servizi di riabilitazione, ortopedia e lungodegenza. Insomma, dalle notizie emerse sembrerebbe una struttura privata in piena regola al posto dell’attuale presidio ospedaliero, che serve un bacino d’utenza tra gli 80 e i 150mila abitanti. Ma Riccardi ribadisce: «Non ho visto le carte, comunque la cifra non può essere l’acquisto dell’ospedale, l’ospedale non è in vendita». Secondo l’assessore dunque, si tratta di un accordo pubblico-privato in cui la struttura continuerebbe a rimanere pubblica. Una sorta di modello ibrido per sopperire alle difficoltà attuali (-84mila euro sul fatturato 2024) mantenendo il cappello della sanità pubblica. Ma i nodi da sciogliere restano tanti, a partire dal destino del personale sanitario, circa dieci medici in servizio a Spilimbergo che potrebbero essere integrati nella nuova struttura o spostati in altre sedi.

I SINDACATI

«La nostra posizione – spiega Pierluigi Benvenuto, segretario regionale Cgil – è assolutamente contraria alla privatizzazione della sanità pubblica. Dalla Regione dicono che si tratterà di un modello ibrido? Le carte sono ancora segretate e senza leggere non ci fidiamo. Per quello che ne sappiamo ora, l’ospedale potrebbe diventare totalmente privato e questo rappresenterebbe una sconfitta per la sanità pubblica. In sostanza, chi ha i soldi si cura e chi non li ha deve spostarsi per essere visitato, a San Daniele o in altre località». Per quanto riguarda l’eventuale ricollocazione del personale, Benvenuto spiega: «A inizio anno Tonutti ha affermato che i medici in servizio a Spilimbergo, una decina, avrebbero potuto scegliere se rimanere in Asfo, trasferiti però in altre sedi o essere assorbiti dalla nuova realtà. Queste però sono parole di gennaio 2025, anche per quanto riguarda il destino del personale non ci sono certezze. Noi come Cgil rimaniamo in prima linea con i Comitati a presidio della sanità pubblica e aspettiamo di leggere le carte ufficiali».

LA POLITICA

Secondo il consigliere regionale Pd Nicola Conficoni «le indiscrezioni sulla privatizzazione dell’ospedale di Spilimbergo non possono lasciare indifferenti. L’assessore Riccardi informi cittadini e amministratori locali sull’esito della consulenza affidata dall’Asfo per valutare la proposta del policlinico triestino che si è fatto avanti per gestire l’importante presidio sanitario. Chiediamo maggiore condivisione anche perché la situazione di incertezza rischia di avere ripercussioni negative sul personale che chiede garanzie per il futuro. L’assessore Riccardi, dunque, farebbe bene a ritornare in Consiglio comunale per fare il punto. Le nostre numerose sollecitazioni a trattenere i professionisti in fuga e incentivare nuovi ingressi sono state solo tardivamente e parzialmente fatte proprie dalla giunta, il cui comportamento irresponsabile ha aperto le porte a soggetti privati». Per Marco Salvador, consigliere comunale a Pordenone per “La Civica”, «è necessario mantenere una posizione di grande prudenza perché le informazioni disponibili sono ancora parziali e non consentono valutazioni definitive. Certo è che, fra un ospedale chiuso e uno appaltato, è meglio appaltato. Le due priorità fondamentali sono la tutela del servizio sanitario pubblico, in termini di accessibilità, qualità e prossimità delle cure e la salvaguardia dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori, che devono essere parte integrante di qualsiasi valutazione».

 


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