Giochi del Mediterraneo 2026 a Taranto: scontro su ritardi tra comitato internazionale e locale
Davide Tizzano esprime pessimismo sui preparativi a Taranto per il 2026. Ferrarese respinge le accuse di ritardi.

18 dicembre, 12:34
Si accende lo scontro sui Giochi del Mediterraneo del 2026. E si inasprisce il conflitto, che va avanti da mesi, tra il comitato internazionale, guidato da Davide Tizzano, ex campione olimpionico di canottaggio, e il comitato organizzatore locale presieduto da Massimo Ferrarese, che é anche commissario di Governo per gli impianti sportivi.
La bordata l’ha sparata Tizzano nel consiglio nazionale del Coni riunito a Roma. «Io sono sempre molto ottimista in generale – ha dichiarato Tizzano – ma su Taranto sono pessimista perché il tempo vola e c’è ritardo su tutto. Il comitato organizzatore oggi non è in grado di mettere in piedi i Giochi quest’anno e non ci sono possibilità di rinviarli al prossimo. Servono impianti e un’organizzazione che non ci sono». «Si stanno cercando di risolvere tutta una serie di problemi» – ha aggiunto Andrea Mancino, presidente della federazione italiana biliardo sportivo e rappresentante del Coni nel comitato organizzatore locale. «Dovremmo aver risolto il problema del villaggio degli atleti che verranno ospitati sulle navi, mentre – ha continuato – con il comitato internazionale gli altri problemi si risolveranno a breve. Avremo una situazione più chiara entro un mese». E Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, ha sottolineato: «Abbiamo chiesto certezze. Speriamo ci mettano nelle condizioni di essere pronti».
Alla bordata di Tizzano, ha replicato Ferrarese. «Come commissario straordinario di Governo per la realizzazione degli impianti per i Giochi del Mediterraneo, smentisco con forza quanto dichiarato dal presidente del comitato internazionale e assicuro – ha dichiarato – che i lavori si stanno realizzando nel rispetto del crono programma e quindi in tempo utile per lo svolgimento dei Giochi. Nella qualità di presidente del comitato organizzatore dei Giochi, con la stessa forza – ha insistito – smentisco quanto sostenuto in ordine ai presunti ritardi nell’organizzazione, imputabili allo stesso comitato. Devo rappresentare che se vulnus può individuarsi – ha evidenziato Ferrarese – è proprio nei comportamenti e nelle rivendicazioni del comitato internazionale, che non consentono, allo stato, l’avvio e la definizione di una vasta area di servizi, che lo stesso comitato internazionale ritiene di sua prerogativa. Tanto senza consentire al nostro comitato la valutazione dei costi degli stessi servizi nel rispetto della normativa nazionale. Tale posizione, ad oggi, ha determinato un ritardo di oltre sei mesi».
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