Ecotassa e fitti non pagati: 2 milioni di euro di debiti. Altra mannaia sui conti

Ecotassa e fitti non pagati: 2 milioni di euro di debiti. Altra mannaia sui conti

Due sentenze pesano sul Comune di Taranto, con milioni di euro da pagare per vecchie vicende legali, ponendo interrogativi sulla gestione finanziaria locale

Ecotassa e fitti non pagati: 2 milioni di euro di debiti. Altra mannaia sui conti
di Alessio PIGNATELLI
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giovedì 18 dicembre 2025, 05:00

Un conto salato che sfiora complessivamente i 2 milioni di euro e che si abbatte sulle casse comunali già in affanno. Il Consiglio comunale di Taranto sarà chiamato a discutere e riconoscere, già lunedì prossimo alle ore 14, due nuovi debiti fuori bilancio derivanti da altrettanti contenziosi giudiziari. Ciò conferma una tendenza che continua a pesare sulla stabilità finanziaria dell’ente.

Il contenzioso con l’Inps

Il primo provvedimento riguarda il lungo contenzioso tra Inps e Comune di Taranto per l’occupazione di una serie di immobili situati in piazza Dante, ai civici 6, 7 e 9, oltre a un’autorimessa di oltre 1.300 metri quadrati con ingresso dal civico 26. Immobili che, in origine appartenenti alla Cpdel e successivamente confluiti nel patrimonio Inpdap, sono passati all’Inps dal 2012 in seguito alla soppressione dell’ente previdenziale.

Secondo quanto accertato dal Tribunale di Taranto, il Comune avrebbe detenuto quegli immobili sine titulo, ovvero senza un valido titolo giuridico, per un periodo compreso tra il 2007 e il 2013.

Una circostanza che ha portato l’Inps, nel dicembre 2020, a citare in giudizio l’ente civico per il pagamento dei canoni non corrisposti, degli oneri accessori e dei danni riscontrati al momento del rilascio.

Il Comune aveva contestato l’assenza di un contratto scritto e la prescrizione delle pretese creditorie. Tuttavia, con sentenza 3091 del 2023, il Tribunale ha dato pienamente ragione all’Inps, condannando il Comune al pagamento di 724.321,86 euro per indennità di occupazione, 50.742,43 euro per oneri condominiali e 52.256,54 euro per danni agli immobili, oltre agli interessi legali fino al saldo e alle spese di lite. Nonostante il giudizio sia pendente in Corte d’Appello, la sentenza è esecutiva, imponendo al Comune il riconoscimento del debito fuori bilancio per un importo complessivo di 932.479,33 euro.

La disputa con Cisa S.p.A.

Ancora più elevato è il secondo debito che nasce dal contenzioso con la Cisa S.p.A., società affidataria del pubblico servizio nella discarica di Massafra, presso cui il Comune di Taranto conferisce i propri rifiuti. La vicenda inizia da un decreto ingiuntivo del 2021 per il pagamento di ecotassa e costi di trasporto relativi agli anni 2018 e 2020, inizialmente di oltre 937 mila euro.

Il Tribunale di Taranto aveva accolto le opposizioni del Comune, revocando il decreto e condannando la Cisa alle spese processuali. Tuttavia, la Corte d’Appello di Lecce ha ribaltato la decisione con la sentenza 330 del 2024, condannando il Comune al pagamento di 675.756,31 euro, oltre a 67.575,63 euro di Iva per ecotassa 2018.

Anche in questo caso, il Comune deve sostenere il pagamento delle spese legali per entrambe le fasi di giudizio, superando i 28 mila euro complessivi. Nonostante il ricorso pendente in Cassazione, la sentenza è esecutiva e richiede il riconoscimento di un debito fuori bilancio pari a 1.019.961,07 euro.

Implicazioni future

Questi due provvedimenti, sommati, aggravano ulteriormente una situazione finanziaria già delicata e riducono i margini di manovra su servizi, investimenti e spesa sociale. Sulla questione interviene il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Luca Lazzàro, che parla di un Comune che «continua a navigare a vista nonostante l’allarme lanciato dalla Corte dei Conti».

Per Lazzàro, il ricorso sistematico ai debiti fuori bilancio è «il sintomo di una programmazione carente e di una gestione che scarica sui cittadini il peso di scelte amministrative discutibili». «Ogni euro sottratto alla corretta pianificazione», conclude, «è un euro in meno per servizi, welfare e manutenzione. Taranto non può permettersi il rischio di un nuovo default finanziario».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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