Villa Himera, svolta per la dimora di lusso nel Salento: passa da Tesoro a De Masi

20 dicembre, 11:39
Villa Himera, nel Salento , passa dalle mani dei Tesoro a quelle della famiglia De Masi di Casarano . Che completerà, evolvendolo, il progetto di trasformazione della dimora signorile in residenza turistica di lusso, avviato dagli ex proprietari dell’Us Lecce poco meno di dieci anni fa. Trattativa conclusa. Ci sono le firme. Lo conferma, interpellato, Paride De Masi, oggi detentore del cento per cento di Villa Himera Srl finora controllata da Tesoro: «Il significato dell’operazione – spiega – è strettamente connesso alla strategia di investimento che da diverso tempo stiamo mettendo in campo sul territorio. Villa Himera costituirà l’estensione del progetto ricettivo che abbiamo concepito per l’ex Colonia Scarciglia, a Punta Melìso, nel Capo di Leuca , e che siamo sempre più orientati a realizzare secondo le indicazioni fornite dalla Soprintendenza. Le due strutture opereranno in continuità e rappresenteranno sul mercato l’offerta top riservata al target di lusso nel Salento». Poche parole ma utili a comprendere le esatte intenzioni della famiglia De Masi, storicamente attiva in campo energetico, tecnologico e anche politico-amministrativo. La nuova sfida non è di poco conto. La volontà è quella di portarla a termine entro giugno 2027. C’è bisogno di tanto lavoro, perché l’opera iniziata dai Tesoro è rimasta incompiuta. Certamente, la villa e l’incantevole parco che la circonda sono stati ripuliti e sistemati.
La svolta
Rilevata dopo anni di inutilizzo dalla famiglia Filograna, Himera dovrà essere ristrutturata (completamento). La variante che ne ha modificato la destinazione d’uso risale all’aprile 2015, con il voto favorevole del Consiglio comunale di Lecce. Secondo quando previsto dal progetto originario, saranno 7 le camere da allestire, per 14 posti letto. Ma non si esclude l’ampliamento della capacità ricettiva, dal momento che la società sta valutando la possibilità di annettere un altro fabbricato che sorge vicino al giardino, proprio perché si possa offrire il massimo del confort necessario a chi vuol vivere il Salento anche per qualche settimana. Compongono il progetto anche la previsione di realizzazione di un bar, di un ristorante e di una spa. Stiamo parlando di uno degli elementi architettonici più esclusivi del territorio salentino ma anche pugliese, sebbene i diversi proprietari ne abbiano fino ad oggi modificato l’aspetto in maniera consistente. Realizzata tra il 1885 e il 1891 lungo via Padre Bernardino Realino, dunque a pochi passi centinaia dal versante Sud delle Mura Urbiche, dalla Chiesa del Sacro Cuore, dal Museo Sigismondo Castromediano, dalla Questura e dalla stazione di Lecce, Himera rappresenta uno tra gli esempi più significativi dell’architettura moresca nel Salento, con un parco che, rispetto all’attuale dimensione (sensibilmente ridotta rispetto al passato), si estendeva per 18mila metri quadri. Fu il costruttore Luigi Morrone a edificarla, in linea con le ville che al tempo stavano sorgendo nella stessa area urbana. Pareti decorano dal pittore barese Domenico Bracciavento e pavimenti di mosaico ad opera dei fratelli Peluso di Lecce. Le due torri, sul terrazzo e nel giardino. E poi le decorazioni e le iscrizioni intorno agli archi del loggiato al primo piano. Himera fu residenza dei reali di Spagna, prima di essere abitata – tra gli anni ’40 e ’90 – dal marchese Adilardi, patrizio di Tropea, cavaliere di grazia e devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta e commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia, e di essere nato dalla famiglia Filograna, che si adoperò per trasformarla in una casa di cura, ma senza successo. E l’immobile rimase inutilizzato per i successivi dieci anni, fino all’arrivo di Savino Tesoro, che optò per la soluzione ricettiva. Adesso De Masi mette sul piatto 5 milioni di euro per un investimento al quale potrebbe contribuire il cofinanziamento regionale. Lo studio commerciale De Marco trasmetterà nelle prossime ore la relativa istanza Mini-Pia a Puglia Sviluppo. Della parte progettuale si occuperà, invece, l’architetto Raffaele Centonze che, già incaricato da Tesoro, potrà dunque portare a termine il suo lavoro.
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