Burci, una raccolta di fondi per salvarli: «Resta poco tempo, stanno sparendo»

Burci, una raccolta di fondi per salvarli: «Resta poco tempo, stanno sparendo»

La propone Giorgio De Nardi, ex candidato sindaco ora consigliere d’opposizione a Ca’ Sugana

venerdì 12 dicembre 2025di Paolo Calia

Burci, una raccolta di fondi per salvarli: «Resta poco tempo, stanno sparendo»

TREVISO – Una raccolta fondi per salvare i burci.

La propone Giorgio De Nardi, ex candidato sindaco ora consigliere d’opposizione a Ca’ Sugana, per tentare di arrestare un processo di deterioramento che pare irreversibile.

I burci, le storiche imbarcazioni che risalivano il Sile portando merci di ogni tipo, stanno scomparendo. Già in questi giorni si vedono sempre meno, coperti dall’acqua placida del Sil Morto. Emerge solo qualche spezzone di legno estremamente fragile. Per il resto sono per lo più a filo d’acqua, sempre più sommersi. De Nardi dice che si stanno “sciogliendo”. E, in effetti, è proprio così. Ultimamente la situazione sta peggiorando. È un degrado continuo notato anche dai canoisti che, fino a domenica, hanno risalito il Sile approfittando degli ultimi scampoli di bel tempo. È così risuonato nuovamente l’allarme attorno a questo patrimonio culturale che rischia di venire perso per sempre.

L’appello

«Mi piange il cuore a vederli così – dice De Nardi – nel Sil Morto ci sono cresciuto e i burci li ho visti sciogliersi, in questi anni, poco per volta. Sono state fatte delle stime di quanto servirebbe per un recupero? Si potrebbe provare a raccogliere dei soldi e degli sponsor al posto delle firme». De Nardi si rivolge al mondo produttivo andando oltre i tanti appelli lanciati nel tempo, tutti corredati da centinaia se non migliaia di firme (oltre 9mila quelle raccolte da Luigi Calesso di Coalizione Civica), che però non hanno portato a risultati concreti. Ma il nodo da sciogliere è intricato.

«Il problema – osserva Rossella Cendron, sindaco di Silea che a breve lascerà il suo posto per passare in consiglio regionale – è che i burci non sono sottoposti ad alcun tipo di tutela. Sono immersi nel fiume, quindi non possono essere i comuni ad occuparsene ma enti come il Genio Civile o il Parco del Sile, o la Regione. Sono stati fatti anche degli studi dallo Iuav sulla loro storia e situazione, ma manca la possibilità di intervenire». Dall’università è stato anche fatto un progetto per il recupero che prevede però l’impiego di risorse ingentissime. Nessuno quindi si muove. E i burci, lentamente, affondano. A maggio i vertici del Parco del Sile ammisero che, ormai, non le possibilità di salvarli sono nulle: «I burci purtroppo non si possono salvare» dissero Arturo Pizzolon e Santina Grande, presidente e direttrice del Parco. E il sindaco di Casier Renzo Carraretto, pochi giorno dopo, reagì: «Se ci si fosse mossi 20 anni fa, sarebbe stato possibile salvare i burci. Ora è difficile. Ma non demordiamo. C’è la possibilità di salvare dei pezzi e di rimetterli assieme intervenendo di fatto a livello di archeologia. Non è semplice, ma negli ultimi anni ho lavorato anche per questo e continuerò a farlo». Il tempo però è sempre meno.


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