Maestra dell’asilo sventa la truffa del finto ragioniere: «Stop ai contributi ministeriali per la vostra scuola», ma l’insegnante lo smaschera
La richiesta le è subito sembrata strana. Così ha iniziato a fare una serie di domande incalzanti che hanno messo in difficoltà l’uomo facendolo desistere
sabato 13 dicembre 2025di Laura Paladin

TREVISO – Si è finto un ragioniere qualificato per dichiarare alla scuola che il denaro a lei destinato non è mai arrivato per un errore non ben definito, che ha fatto finire la liquidazione ad un altro istituto. «Ma se non si trova la soluzione, rischiate di non vedere più i contributi ministeriali a voi destinati», ha detto al telefono il truffatore ieri mattina rivolgendosi al personale della scuola dell’infanzia San Pio X che ha risposto alla chiamata.
Ma un’insegnante a cui poi è stata passata la cornetta, la richiesta è subito sembrata strana. Così ha iniziato a fare una serie di domande incalzanti che hanno messo in difficoltà l’uomo facendolo desistere.
LE TRUFFE
La dinamica del fatto non è nuova, e già in passato la Fism provinciale, federazione alla quale la scuola è affiliata, aveva messo in guardia le proprie associate, invitandole a segnalare prontamente telefonate sospette. Come quella arrivata alle 10.20 di ieri. «Un tale, che si è qualificato come il dott. Luca Mangano, presunto responsabile ragioniere racconta la maestra sosteneva, a suo dire, che un mandato di liquidazione destinato al nostro istituto era stato emesso con codici meccanografici ed importi errati, a causa di un errore da lui stesso commesso per aver confuso i dati con quelli di un’altra struttura».
Da lì la minaccia di vedersi sospesi i futuri contributi destinati alla scuola. Ma l’insegnante, ricordando episodi simili accaduti in passato e denunciati dalla stessa Fism di Treviso, ritenendo la richiesta anomala, ha fatto presente che l’errore non poteva ricadere sulla scuola e che avrebbe valutato se procedere solo dopo l’invio di una certificazione ufficiale tramite Pec. «È stato qui che il presunto funzionario si è dimostrato ambiguo nella risposta, insistendo che per poter procedere in tal senso avrebbe avuto bisogno di ulteriori informazioni, che io però non ho voluto dare».
Al rifiuto dell’insegnante di fornire altri dati, il funzionario ha interrotto la conversazione. «Ringrazio l’insegnante per averci prontamente informato – dice la presidente Fism Simonetta Rubinato -, ma soprattutto per aver resistito alle pressioni dell’autore della telefonata. E faccio appello a tutte le scuole a noi associate di prestare la massima prudenza e di segnalare telefonate sospette che si profilano come evidenti truffe. Ricordiamo che gli uffici della Fism sono sempre a disposizioni per poter fare delle verifiche relative a problemi concernenti i contributi che non possono essere risolti certamente tramite il telefono».
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