Inchiesta Palude, le parti civili chiedono 10 milioni di danni ai 26 imputati

MESTRE – Quasi dieci milioni di euro. A tanto ammonta il risarcimento danni complessivo che enti pubblici e soggetti privati sono intenzionati a chiedere alle 26 persone e alle 11 società imputate dell’inchiesta denominata “Palude”, chiamate a comparire ieri, nell’aula bunker di Mestre, di fronte al giudice per l’udienza preliminare Andrea Innocenti, che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dai sostituto procuratore Roberto Terzo e Federica Baccaglini.
Il gup si è occupato soltanto degli adempimenti introduttivi e, dopo l’appello iniziale, ha ascoltato le richieste di costituzione dei soggetti identificati come parte offesa dei reati contestati a vario titolo, che vanno dalla corruzione alla turbativa d’asta ai numerosi reati fiscali conseguenti a contestate false fatturazioni.
Comune e Città metropolitana di Venezia (avvocato Vittorio Manes) hanno quantificato in almeno 4 milioni di euro ciascuno il risarcimento dovuto, chiedendo di costituirsi parte civile contro tutti gli imputati rimasti dopo i patteggiamenti, compreso il sindaco Luigi Brugnaro e i suoi più stretti collaboratori, Morris Ceron e Derek Donadini, tutti accusati di corruzione in relazione alla vendita di palazzo Papadopoli, a Venezia, con un consistente sconto accordato al magnate di Singapore Ching Chiat Kwong, e alla presunta trattativa per la cessione allo stesso Ching dell’area di 43 ettari di proprietà di Brugnaro ai Pili, previo aumento degli indici di edificabilità.
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