Palazzo Starita rinasce e apre con una mostra: «Nuovo polo culturale»

Palazzo Starita rinasce e apre con una mostra: «Nuovo polo culturale»

​Dopo due anni di lavori
l’antica dimora privata
in piazza del Ferrarese
diventa attrattore
turistico con roof garden
un caffè letterario
e spazi espositivi

Palazzo Starita rinasce e apre con una mostra: «Nuovo polo culturale»
di Ilaria LIA
3 Minuti di Lettura
domenica 14 dicembre 2025, 05:00

Dopo due anni e mezzo, durante i quali è stato velato agli occhi dei passanti, nel giorno di Santa Lucia ritorna alla luce palazzo Starita, uno dei più importanti beni architettonico-culturali di Bari. Alla cerimonia di inaugurazione, anche il vescovo metropolita monsignor Giuseppe Satriano che ha benedetto l’edificio e la direttrice generale della Fondazione Ada Pizzi.

Solo il cielo grigio non ha reso giustizia al palazzo, non concedendo la luce radiosa del sole per esaltare la sua straordinaria bellezza, le sue sale ampie, le decorazioni delle volte, i colori e i disegni delle cementine, diverse in ogni stanza, l’esclusività delle sue due terrazze che affacciano una su piazza del Mercantile e poi l’altra, con una vista mozzafiato sul mare, sul teatro Margherita e su tutto il centro della città. Un investimento di 6 milioni di euro per una struttura di quattro piani, oltre 2000 metri quadrati complessivi, 15 sale. È uno dei palazzi storici edificato nel XVIII secolo costruito per volere di Stefano Fabbri, detto il Ferrarese. E ora ritorna fruibile per la città, dopo importanti lavori di consolidamento statico e riqualificazione funzionale.

La difficoltà principale nel ridare splendore al palazzo è stata «adattare una struttura storica alle normative vigenti – raccontano i progettisti della Cobar Spa, Vincenzo Fanuele e Marco Pacucci, assieme a Giovanni Grazioso (che ha messo in pratica le indicazioni dei tecnici) che ha eseguito i lavori di restauro – sia dal punto di vista artistico sia strutturale bisognava cercare di salvaguardare il più possibile il patrimonio storico della struttura. Siamo stati molto delicati nell’intervenire, nel trovare soluzioni da un punto di vista impiantisco per ridurre al minimo l’impatto sulla struttura».

È stato rifatto tutto: impianto elettrico antincendio, impianto di climatizzazione, che nel piano terra è stato un intervento più delicato. «Le macchine di climatizzazione non si vedono non sono in copertura ma sono nell’interrato e sono condensate con acqua di falda – continuano -. C’è una componente tecnologica in questo intervento di altissimo livello.

La gestione dell’illuminazione è completamente da remoto, completamente digitalizzata». È un edificio storico ma ora altamente innovativo. «La tecnologia utilizzata permette di realizzare mostre che richiedono supporti multimediali – spiegano ancora – si può fare veramente di tutto». Lavori che hanno avuto un alto livello di criticità, sapendo che il palazzo è proprio sull’acqua, a tre metri dal piano terra c’è il mare. L’intervento maggiore a livello strutturale è stato proprio quello di consolidare le fondamenta «attraverso dei micropali che poi con un cordolo in calcestruzzo ha collegato la muratura portante», concludono.

«È un contenitore di una bellezza architettonica incredibile in una posizione straordinaria è un elemento identitario della città vecchia e della memoria storica della nostra città – commenta il sindaco Vito Leccese -. Ringrazio Fondazione Puglia per questa operazione di riapertura di un immobile straordinariamente bello, ringrazio per gli interventi di riqualificazione e di restauro che sono stati fatti. Per un periodo in passato è stato anche sede municipale. Prima del 1856 le assemblee di rappresentanza della città si svolgevano nel palazzo del sedile; subito dopo l’unità d’Italia si trasferirono nell’attuale sede nel compendio immobiliare del teatro Piccini. La riqualificazione funzionale di questo luogo restituisce alla città un nuovo contenitore culturale che si unirà idealmente ad altri edifici in fase di completamento, come il teatro Margherita che verrà ridato alla città a breve, l’ex mercato del pesce, il molo Sant’Antonio e il museo Santa Scolastica». Il progetto di recupero ha riguardato il primo il secondo piano, che verranno utilizzati per spazi espositivi per mostre ed iniziative culturali; anche il terzo piano che è già occupato dagli uffici della Fondazione. È previsto un roof garden e un caffè letterario con un doppio accesso, sia da piazza del Ferrarese che da piazza Mercantile; i lavori hanno coinvolto anche la loggia sul palazzo del Sedile.

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