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Forte Marghera, casermette napoleoniche per il nuovo distretto dell’arte: diventeranno luogo di aggregazione dedicato alla cultura contemporanea

Inaugurata la prima delle due strutture monumentali dopo un delicato intervento di recupero conservativo

sabato 13 dicembre 2025di Filomena Spolaor

Forte Marghera, casermette napoleoniche per il nuovo distretto dell’arte: diventeranno luogo di aggregazione dedicato alla cultura contemporanea

MESTRE (VENEZIA) – Suona come una sinfonia anche l’apertura al pubblico della prima casermetta napoleonica affacciata sulla baia di Forte Marghera.

Un progetto che la Fondazione Musei Civici di Venezia ha sviluppato seguendo un’idea organica del concetto di “distretto culturale” policentrico, che comprende anche l’M9, il Candiani, il Palaplip, l’Emeroteca: si tratta di un nuovo spazio da vivere per giovani artisti e autori, che acquisisce una dimensione che lo trasporta attraverso il tempo, la valorizzazione e l’innovazione urbana. Ieri è stata inaugurata la struttura monumentale progettata sotto il dominio francese, protagonista di un intervento di recupero conservativo, che il Comune ha affidato a Muve, trasformandolo in un luogo di aggregazione dedicato alla cultura contemporanea.

Si amplia la rete dedicata all’attualità, in connessione con l’indagine che la Fondazione conduce nei musei a Venezia e con la produzione artistica in centro a Mestre, nell’Emeroteca dell’Arte. Il nuovo spazio a Forte Marghera ospiterà le collettive di fine residenza degli artisti che ogni anno, per il secondo anno, lavorano, nel polo in terraferma dedicato alla creazione, riaperto nel 2024.

Inoltre, diventerà lo spazio dedicato alle mostre annuali del concorso “Artefici del nostro Tempo”, che raccoglie opere di giovani creativi selezionati attraverso il bando internazionale promosso dal Comune.

PARTECIPAZIONE

«Questo luogo rinasce nel segno della partecipazione ha esordito Mariacristina Gribaudi, presidente Fondazione Musei Civici e di un percorso che crea un legame con la terraferma nell’affermazione di valori e professionalità. La riapertura della Casermetta Est non è solo un intervento di restauro, ma un investimento nella vita della città e un invito a tutti i cittadini, ai nostri figli e nipoti, a vivere spazi che appartengono alla nostra storia». Progettata originariamente dai francesi come struttura militare “a prova di bomba”, la Casermetta Est rappresenta, insieme alla struttura gemella (quella ovest di cui sono già in corso i lavori) un elemento emblematico del patrimonio monumentale ottocentesco del Forte, per cui sono stati investiti oltre 30 milioni di euro.

I LAVORI

Le due Casermette napoleoniche rappresentano oltre 2.500 metri quadrati di superficie complessiva destinata ad attività culturali ed espositive. Quella est è stata sottoposta a un rigoroso restauro grazie a un investimento di 4,7 milioni di euro; la direzione lavori è stata seguita dall’architetto Riccardo Cianchetti, il Rup (Responsabile Unico del Progetto) è stato l’ingegnere Andrea Ruggero.

A inaugurare lo spazio è Granda, la mostra che riunisce 27 artisti del programma “Atelier 2024 2025 “di Fondazione Musei Civici di Venezia e Fondazione Bevilacqua La Masa, a cura di Antonio Grulli (e visibile sino al primo marzo 2026), ospitata prima a Palazzetto Tito e nella Galleria di piazza San Marco.

«Si tratta dello sviluppo di una consapevolezza ha sottolineato Bruno Bernardi, presidente della Bevilacqua La Masa – nella formazione professionale dei giovani artisti a diversi livelli, ma anche dell’attenzione ai costi di investimento per un progetto credibile». Nella creazione di un distretto culturale tra Venezia e la terraferma Elisabetta Barisoni, dirigente dell’area Musei e Muve a Mestre, ha rimarcato l’importanza della collaborazione con le istituzioni cittadine. «Si costruisce con un lavoro di produzione culturale e di attività educativa annuale» ha affermato anche ieri sera nel corso del festeggiamento del primo anno di attività dell’Emeroteca dell’Arte, dove sono stati presentati i nuovi artisti del secondo anno di residenza e la nuova curatrice Camilla Mozzato.
 


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