Centrale Enel e decarbonizzazione, il timore dei sindacati e la richiesta dell’Autorità Portuale: quale futuro per la “Federico II”?

16 dicembre, 13:15
C’è preoccupazione tra i sindacati per il trasferimento a Pescara del prefetto Luigi Carnevale, che resterà comunque commissario del Tavolo per la decarbonizzazione. Un ruolo che, questo è il timore, potrebbe svolgere in maniera meno efficace – non certo per sua volontà – a causa della distanza e dunque non avendo quotidianamente “il polso” della situazione a Brindisi.
L’ipotesi di rimandare il cambio
Dopo avere dato il benvenuto al nuovo prefetto, Guido Aprea, il segretario Cisal Massimo Pagliara ringrazia Carnevale, «che con grande esperienza e disponibilità ha affrontato la grande crisi industriale che auspichiamo si possa immediatamente definire nel prossimo trimestre.
Resta inteso che come Cisal avremmo preferito chiudere il cerchio prima sulla sottoscrizione dell’Accordo di programma traslando magari l’avvicendamento nella prossima primavera, ma prendiamo atto che sono decisioni di enti ministeriali, rispetto ai quali portiamo grande rispetto. Auspichiamo di ricevere immediata convocazione del tavolo della decarbonizzazione presso la Prefettura di Brindisi, dove evidenzieremo che gli investimenti previsti purtroppo rischiano di essere operativi probabilmente in una tempistica non congrua per i lavoratori, ed a questo punto si fa sempre più strada la necessità di allargare le maglie di un ammortizzatore speciale che vada bene oltre i 24 mesi concessi dalla Naspi, pensando magari di allungarla ad almeno 48 mesi senza penalizzazioni economiche». In particolare, per Pagliara, «il problema è che un conto è rimanere sul territorio e quotidianamente “toccare” le difficoltà e ricevere persone. L’altro giorno, ad esempio, ha ricevuto di nuovo una delegazione di lavoratori per quello che sta accadendo. È ovvio invece che, stando lui fuori, se uno va in queste settimane in Prefettura troverà un altro prefetto, al quale bisognerà raccontare di nuovo tutte le vicende. Per carità, Aprea conosce bene il territorio ma nell’ultimo anno la crisi ha avuto un’accelerata non indifferente».
La speranza: tempi lunghi per lo spostamento
Per il segretario della Flaei Cisl Ugo Galiano, questa è «la paura del giorno. Sembra che lui abbia detto che non si sposterà a breve ma questo silenzio che percepiamo in giro da parte di Enel e istituzioni non ci fa ben sperare. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni. A quanto pare ai ragazzi della Sir ha detto che cercherà di sistemare le cose entro Natale. Speriamo. Ma allo stato attuale la preoccupazione c’è ed è tanta». Dubbioso anche il segretario della Uiltec Carlo Perrucci, perché «non vivendo pià anche la “tensione” del territorio» come commissario potrebbe avere meno il polso della situazione. «Chiaro quindi che questo ci preoccupa ma – aggiunge – conoscendo anche l’impegno che il prefetto ci ha messo in questi mesi, pensiamo che comunque possa rispondere lo stesso alle esigenze. Ma il problema è anche un altro. Cosa significa questo allontanamento? Che cambierà anche il commissario? L’incarico scade a giugno 2026. Si procederà ad una sostituzione o rimarrà lui fino a quando non si sottoscriverà l’accordo di programma? Un po’ di preoccupazione, quindi, c’è, anche perché le tempistiche si stanno allungando ulteriormente. Bisogna, invece, accelerare i tempi, altrimenti si arriva troppo lunghi e poi, come sempre, bisogna governare l’emergenza».
I rischi per il Tavolo sul phase out
La decisione dell’avvicendamento del prefetto Carnevale, conclude il segretario della Filctem Cgil Antonio Frattini, «nonché commissario della decarbonizzazine, ci ha colto di sorpresa, lo spostamento in altra sede e l’impegno a ricoprire il ruolo di prefetto in un altra realtà, vista la passione e l’attaccamento nell’espletamento del mandato dimostrato in questo anni, rischia in questo momento, di appesantire l’espletamento di commissario della decarbonizzazione. Nell’ultimo tavolo ministeriale il governo si era impegnato alla sottoscrizione entro il primo trimestre del 2026 dell’accordo di programma. In tale accordo, a nostro avviso bisogna arrivare rapidamente per garantire la continuità lavorativa di chi oggi vede compromesso il suo futuro occupazionale, un accordo con la concreta cantierizzazione dei primi 11 progetti ma anche l’impegno allo smontaggio dei Gruppi 1 e 2 già dichiarati fuori produzione, la bonifica del sito per permettere la realizzazione di altri ulteriori progetti per la transizione presentati che affiancati al nuovo impianto di accumulo da 730 megawatt che Enel si è aggiudicata nelle ultime aste di Terna, possono garantire a Brindisi la costruzione di un nuovo Polo integrato della transizione».
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