Filobus a Lecce, Tondi della Mura: «Il referendum? Non per tutto. Il regolamento è sbagliato»
Intervista al presidente della commissione tecnica e docente di UniSalento

«Così come è stato richiesto, il referendum sul filobus non si può fare». Un concetto espresso giovedì scorso dalla Commissione tecnica, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità del quesito da sottoporre ai cittadini leccesi. E ribadito ora dal professor Vincenzo Tondi della Mura, docente di UniSalento e presidente della stessa Commissione, di cui fanno parte anche il senatore Giovanni Pellegrino e il segretario generale del Comune di Lecce Giacomo Mazzeo. «Ho letto le critiche del comitato referendario, in particolare quando dice: non rientra tra i compiti della Commissione tecnica fare valutazioni sulla legittimità del Regolamento o demandare al Consiglio comunale eventuali valutazioni – premette Tondi della Mura -. Noi, come commissione, eravamo chiamati a valutare la legittimità del quesito. Questo è un argomento che io insegno agli iscritti al primo anno di Università: la legittimità di un atto non riguarda solo la conformità del singolo atto alla regola, ma la legittimità riguarda tutto il sistema. E il sistema è fatto da una scala gerarchica delle fonti del diritto, che è speculare alla forma di governo e quindi al rapporto tra maggioranza e minoranza. Quindi la commissione, chiamata a valutare la legittimità del quesito, è chiamata a valutare anche la conformità del quesito rispetto al sistema. E se il quesito è conforme alla fonte inferiore (il Regolamento, ndr), ma è difforme rispetto al sistema (lo Statuto comunale, ndr) qui sta il paradosso della vicenda. Sulla base di questo Regolamento le minoranze escluse dagli organi di governo potrebbero scatenare un referendum a ogni delibera della Giunta o dell’organo di governo».
Però di fatto non è così, tant’è che questo sarebbe il primo referendum cittadino del Comune di Lecce. E in ogni caso, vanno comunque raccolte migliaia di firme per chiedere il referendum.
«Questo è un altro discorso. Ma sulla base di questo Regolamento sarebbe possibile. E il problema di questo nostro lavoro è anche il fatto che si potrebbe aprire la via, come precedente per prossime situazioni simili. D’ora innanzi qualsiasi decisione del sindaco o della Giunta potrebbe essere oggetto di referendum. E per quanto riguarda le firme, si raccolgono. Una minoranza che perde le elezioni al Comune fa una opposizione in via referendaria. In secondo luogo, in via plebiscitaria, anche la maggioranza, per scavalcare il Consiglio comunale e quindi anche il controllo delle minoranze, potrebbe sottoporre a referendum popolari le proprie delibere. Ecco perché è giusto che l’iniziativa referendaria attenga alle materie di competenza del Consiglio. E gli atti della Giunta o del sindaco non possono essere oggetto di referendum».
Il Regolamento però consente il referendum anche su atti di Giunta.
«Quindi è un Regolamento fatto male, illegittimo, sbagliato. Non è solo che non è conforme allo Statuto, ma proprio non regge sull’impianto della forma di governo. Questo è il nocciolo della questione».
E se il Consiglio decidesse di modificare lo Statuto, prevedendo anche la possibilità di referendum su atti di Giunta?
«Secondo me, è un’opinione personale, sarebbe illegittimo lo Statuto».
La vostra Commissione pone anche la questione di una possibile responsabilità erariale con riferimento al costo del referendum per il Comune.
«Ho sentito che potrebbe costare 200mila euro. Non so se sia la cifra reale. Ma al di là della cifra, in ogni caso domani la Corte dei Conti con chi se la prende?».
Senta, però, la questione filobus è un argomento molto sentito in città e le oltre 7.200 firme raccolte lo confermano.
«Ma questo non è escluso, potrà avvenire».
Però voi dite: non si può fare il referendum su una semplice richiesta di finanziamento, senza sapere se sarà o meno erogato. Si potrà attivare solo nel momento in cui quel finanziamento sarà effettivamente concesso e il Consiglio comunale recepirà, con proprio atto, l’ottenimento di quei soldi.
«Sì, è così».
Il problema è che il comitato ha raccolto le firme per un referendum che annulli o confermi la delibera di Giunta del 28 maggio che richiede il finanziamento. Se i cittadini devono pronunciarsi in merito ad un altro atto del Consiglio, che ancora non esiste, la procedura della raccolta firme dovrebbe ripartire da zero?
«Una mia risposta anticipa prossime decisioni e non mi sembra opportuno».
Sa che potrebbe esserci un ricorso al Tar su quanto espresso dalla Commissione tecnica?
«E lo facciano».
Lei, come presidente della Commissione, si sente tranquillo da questo punto di vista?
«Io sono assolutamente certo».
Ci sono state divergenze di opinione tra i tre componenti all’interno della Commissione tecnica?
«No, abbiamo votato all’unanimità. Noi ci siamo posti in modo laico e interrogativo anche sul ruolo della Commissione e sulla legittimità del quesito, anche alla luce delle cose che ho detto. Siamo arrivati alle medesime conclusioni, muovendo da argomentazioni, provenienze e sensibilità differenti».
E avete deciso anche in tempi brevi, alla terza riunione.
«Ma la questione era evidente e la brevità è derivata da questo. Io avrei chiuso anche alla seconda seduta».
Quindi avete terminato il vostro lavoro?
«La commissione ha deciso di investire della questione il Consiglio comunale e astrattamente resta in carica, in attesa delle determinazioni del Consiglio».
Source URL: http://quotidianodipuglia.it/lecce/filobus_lecce_intervista_tondi_della_mura_referendum_regolamento_sbagliato-9243656.html