Cartiera del Polesine in crisi, 22 licenziamenti: l’azienda annuncia la chiusura della sede di Loreo e il trasferimento di tutti nella sede di Adria
Risultano in esubero 20 operai e 2 impiegati su 170 dipendenti attualmente in servizio. L’orario sarà ridotto, stop ai riposi pagati
sabato 13 dicembre 2025di Guido Fraccon

ADRIA – LOREO (ROVIGO) – Ombre di crisi alla Cartiera del Polesine dove è stata aperta la procedura di licenziamento collettivo: 22 lavoratori sono a rischio.
L’azienda della famiglia Scantamburlo ha ufficialmente comunicato alle organizzazioni sindacali e agli enti territoriali competenti, tramite Confindustria, l’avvio della procedura di licenziamento collettivo. La decisione arriva al termine di una situazione economico-produttiva fortemente compromessa, aggravata dalle difficoltà che negli ultimi anni hanno interessato l’intero comparto cartario.
NOTEVOLI PROBLEMI
Secondo quanto dichiarato dall’azienda, la crisi del settore, la contrazione dei consumi, l’incertezza internazionale legata ai conflitti in corso, l’aumento dei costi energetici e la pressione competitiva delle multinazionali hanno inciso in modo significativo sui bilanci della società, che anche nel 2025 ha registrato risultati negativi.
Di fronte a uno scenario giudicato non più sostenibile, la proprietà, la famiglia Scantamburlo, ha annunciato un piano di riorganizzazione complessiva, che interesserà sia la struttura produttiva sia quella amministrativa.
I PROVVEDIMENTI
L’intervento più rilevante riguarda il trasferimento dell’intero personale dello stabilimento di Loreo verso quello di Adria, a partire dal 7 gennaio 2026, con la contestuale introduzione da marzo-aprile di un ciclo continuo su 7 giorni alla settimana e 3 turni da 8 ore. Il nuovo modello organizzativo prevede una riduzione dell’orario a 37 ore e 20 minuti settimanali, retribuite come 40, con la conseguente eliminazione di 16 giorni di riposo retribuito. Nonostante le misure di contenimento annunciate, l’azienda ha comunicato la necessità di procedere al licenziamento di 22 dipendenti, di cui 20 operai selezionati in base alla fungibilità delle mansioni e alla mobilità interna e 2 impiegati. Attualmente il gruppo conta complessivamente 170 lavoratori.
Cartiere del Polesine, attiva da oltre 60 anni nella produzione di carte riciclate per imballaggio, sottolinea che il ridimensionamento è “necessario e non rinviabile” per ristabilire condizioni di sostenibilità economica e rilancio industriale. La direzione si è dichiarata disponibile al confronto con le parti sociali per valutare eventuali soluzioni alternative che possano ridurre l’impatto occupazionale, così come eventuali strumenti di incentivo all’esodo.
SERVONO CHIARIMENTI
Le organizzazioni dei lavoratori, attese ora al tavolo di confronto, si preparano a chiedere chiarimenti e garanzie sui trasferimenti, sui turni a ciclo continuo e sulle tutele per i dipendenti coinvolti negli esuberi. Nelle prossime settimane si aprirà la fase di consultazione prevista dalla legge, decisiva per definire il destino dei 22 lavoratori e delineare il futuro degli stabilimenti di Loreo e Adria. Fondate nel 1986 dalla famiglia Scantamburlo, le Cartiere sono oggi la seconda cartiera italiana per capacità produttiva. Una crescita ininterrotta aveva trasformato un vecchio stabilimento in un polo industriale strategico. Nel ranking di Confindustria l’azienda figurava tra le prime cinque in Polesine per giro d’affari. Fino a qualche anno fa le Cartiere producevano 300mila tonnellate di carta all’anno, lavorando 340mila tonnellate di macero.
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