Baby gang, pestaggi e risse. Nel reparto maxillo-facciale sempre più casi, il primario: «Giovani sfigurati, danni per la vita»

Baby gang, pestaggi e risse. Nel reparto maxillo-facciale sempre più casi, il primario: «Giovani sfigurati, danni per la vita»

venerdì 12 dicembre 2025, 04:20
Pestati dalle baby gang: «Due sfigurati al mese». Nel reparto Maxillofacciale sempre più Baby gang, pestaggi e risse. Nel reparto maxillo-facciale sempre più casi, il primario: «Giovani sfigurati, danni per la vita»
di Eleonora Pavan
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TREVISO – Almeno due ogni mese. Tra regolamenti di conti fra spacciatori da una parte e risse e pestaggi tra ragazzini, spesso e volentieri ad opera di baby gang, dall’altra, al reparto di chirurgia maxillo-facciale del Ca’ Foncello, diretto dal dottor Luca Guarda Nardini, arrivano almeno due feriti al mese, quasi sempre giovanissimi, tra i 14 e i 30 anni, con la faccia mezza distrutta per via di una rissa o di un pestaggio. Casi del genere, spiega il primario, sono sempre più frequenti. E l’età media, rimane molto bassa.

L’ultimo episodio di questo tipo è successo solo pochi giorni fa, sabato sera, a porta San Tomaso, in pieno centro, quando quattro ragazzi, tra i 17 e i 19 anni sono stati aggrediti a calci e pugni da una baby gang. Al più grande, a causa delle ferite riportate nel pestaggio, è stata diagnosticata una frattura dello zigomo. Per la quale si dovrà operare. Proprio lui, il 19enne, si trova al momento in cura all’ospedale di Treviso nel reparto di chirurgia maxillo-facciale diretto dal dottor Nardini. Che di casi come questo è abituato a vederne regolarmente.

«Sono sempre più frequenti – spiega il direttore del reparto -. Ragazzi che vengono picchiati e arrivano da noi con la faccia distrutta. Certe volte si tratta di giovani che vengono aggrediti da bande, come le famose baby gang, appunto. In altri casi, i più frequenti, i pazienti ci arrivano da regolamenti di conti tra spacciatori finiti male. Di questi ce ne capitano tanti. Infine, un terzo filone, per così dire, sono quelli che rimangono feriti a seguito di risse casuali che capitano fuori dalle discoteche, ad esempio, quando uno ha alzato un po’ il gomito e da un minimo pretesto scoppia una lite che poi degenera in pugni o bottigliate». I casi vanno a ondate, ma di recente sono in aumento. «Ce ne arrivano un paio al mese mediamente» precisa Nardini. «E l’età media è sempre molto bassa: tanti casi tra i 17 e i 30 anni, ma alcuni anche più giovani, fino ai 14».

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