Pfas, scontro sulla bonifica dell’ex Miteni. Il Tar: «Paghi anche Marzotto»

VENEZIA – Il conto stimato dal procuratore Lino Giorgio Bruno, durante l’audizione parlamentare sul caso Miteni, è di 180 milioni di euro.
La rilevante cifra spiega la guerra giudiziaria in corso sulla colossale bonifica dell’ex sito produttivo di Trissino, di cui la Provincia di Vicenza ha dichiarato responsabili le quattro proprietà che si sono avvicendate nell’arco dei decenni, in relazione alla maxi-contaminazione da Pfas che ha finito per coinvolgere un territorio in cui vivono 350.000 persone, estendendosi anche al Padovano e al Veronese. Tutte e quattro, dunque pure la pioniera Manifattura Lane Gaetano Marzotto & Figli (oggi parte del gruppo che fa capo al trevigiano Antonio Favrin), benché uscita dalla vicenda industriale oltre mezzo secolo fa: il Tar del Veneto ha respinto il suo ricorso, che prevedibilmente sarà appellato in Consiglio di Stato.
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