Bar San Marco 1076 cambia gestione. Il saluto ai clienti di Sara e Fabio dopo 32 anni di attività: «Cediamo il testimone a un altro veneziano»
La nota attività di campo San Gallo è a una svolta. Il 12 dicembre la bicchierata di commiato
venerdì 12 dicembre 2025di Marta Gasparon

VENEZIA – Dopo quasi 32 anni di lavoro instancabile, i titolari Sara Foccardi e il coniuge Fabio Zecchin sono pronti a cedere il testimone. A prendere in mano la gestione del bar “San Marco 1076”, fino a cinque anni fa conosciuto come “Olimpia”, situato in campo San Gallo, poco distante da bacino Orseolo, sarà un quarantenne veneziano con esperienza nel settore: Riccardo Marchiori, che inizierà la sua nuova esperienza da gennaio.
Obiettivo riuscito, dunque, in quanto marito e moglie hanno sempre auspicato di affidare la conduzione del locale ad un veneziano, proprio come loro.
Un affitto d’azienda che consentirà a Foccardi e a Zecchin di godersi un po’ di quella tranquillità che, dal 1994 ad oggi, non sono riusciti mai a ritagliarsi a causa di una professione che non prevede riposi né nei weekend né nelle giornate di festa.
Il saluto
Stasera (12 dicembre), dalle 17, è in programma una bicchierata per salutare e ringraziare i clienti più affezionati. Poi la chiusura fino a gennaio, approfittando per fare qualche lavoretto all’interno. «Fondo e licenza resteranno a noi – spiega Zecchin -. I nostri clienti sono sempre stati principalmente i veneziani, residenti e persone che in zona lavorano. Dai gondolieri alle commesse, fino agli impiegati delle banche. Mia moglie ed io abbiamo 61 anni: già tempo fa avevamo deciso che avremmo continuato a portare avanti l’attività fino ai 60 anni, ma poi il Covid ci ha fatto ritardare di un po’ i nostri propositi. La gente è molto dispiaciuta di non vederci più in attività, ma comprendono le nostre motivazioni. Lo siamo anche noi, tuttavia è giusto cambiare».
Lavoro faticoso
La coppia abita ai Miracoli e l’obiettivo primario, ora, sarà quello di godersi il meritato riposo dopo tanti sacrifici. «Mi sveglio alle 4 e un’ora dopo il bar è già aperto. Io finisco di lavorare tra le 16 e le 17, mentre mia moglie rimane nel locale dalle 7 fino alle 21-22». Cinque i dipendenti attuali, di cui una che ha scelto di rimanere a lavorare lì, mentre gli altri hanno trovato altre collocazioni. Professionisti del settore particolarmente ricercati in città, ma sempre più difficili da trovare. «Quello della ristorazione – commenta Foccardi, commossa per le parole d’affetto ricevute in questi giorni dalla clientela – è un mestiere che richiede fatica. Basti pensare che, con nostra figlia, ora trasferitasi a Madrid, abbiamo trascorso la Pasqua insieme solo durante la pandemia». “San Marco 1076” è ricordato anche per l’aggressione subita proprio davanti al locale, nel 2024, da un cameriere dopo che aveva sventato un borseggio. Zecchin aveva provato a rincorrere il responsabile, che però riuscì a fuggire. «Siamo ormai all’epilogo del nostro programma. Siamo entrati anche noi in questo locale in affitto d’azienda, per poi diventarne i proprietari. Mi mancheranno i nostri clienti – riflette la donna – È bello aver costruito con loro un rapporto umano. Cosa faremo ora? Abbiamo tanti progetti, a me piace viaggiare. E avremo modo di andare a trovare più spesso nostra figlia».
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