Lascia preservativi sullo specchietto, riga l’auto e minaccia l’ex amante: condannata a 2 anni e 6 mesi la stalker che non accettava la…

Lascia preservativi sullo specchietto, riga l’auto e minaccia l’ex amante: condannata a 2 anni e 6 mesi la stalker che non accettava la fine della storia clandestina

Vignette in condominio, campanello bruciato e scritte sui muri di casa anche contro la moglie della vittima

sabato 13 dicembre 2025di Giuliano Pavan

Lascia preservativi sullo specchietto, riga l'auto e minaccia l'ex amante: condannata a 2 anni e 6 mesi la stalker che non accettava la fine della storia clandestina

TREVISO – Non solo telefonate a tutte le ore del giorno, o messaggi anonimi, ma anche biglietti lasciati sul parabrezza dell’auto (che era già stata rigata con delle chiavi), preservativi sullo specchietto e vignette nell’androne del condominio, con tanto insulti incisi sul campanello di casa. Condotte che sono costate una condanna a due anni e mezzo di reclusione, per l’ipotesi di reato di stalking aggravato, all’ex amante della vittima, incapace di accettare la fine di quella relazione clandestina e che ha deciso di renderle la vita impossibile.

Anzi, sarebbe meglio dire “rendergli”, visto che la vittima è un uomo, che assieme alla moglie si è costituito parte civile con l’avvocato Stefano Pietrobon, e davanti al giudice del tribunale di Treviso è finita una 33enne trevigiana, difesa dall’avvocato Marco Vocaturo.

LA VICENDA

Tutto ha inizio nell’aprile 2023, quando cioè la vittima, un 58enne spostato e con figli, ha deciso di interrompere quella relazione sentimentale che aveva avuto per qualche mese con la 33enne, che si era innamorata di quell’uomo. Lui, spinto dai sensi di colpa, aveva scelto di rinsaldare il rapporto con la moglie. Decisione che ha mandato su tutte le furie l’ex amante che ha iniziato a perseguitarlo. In un primo tempo lui non ha detto nulla alla coniuge. Quando però anche lei è finita nel mirino della 33enne, non ha più potuto negare l’evidenza, arrivando a confessare quella scappatella e a presentare denuncia. Già, perché il piano persecutorio messo in atto aveva superato ogni limite.

Dando per scontate, tra virgolette, le decine di telefonate a ogni ora del giorno e della notte, affiancate da una lunga serie di messaggi (spesso anonimi ma con riferimenti ben precisi, ndr), secondo quanto contestato dalla Procura di Treviso (come si legge nel capo d’imputazione, ndr) la 33enne ha «dato fuoco al campanello condominiale dove c’erano scritti i loro nomi», poi ha effettuato una «scritta ingiuriosa sulla vettura di famiglia con l’ausilio di uno strumento da taglio», e si è resa responsabile di «scritte denigratorie e diffamatorie sui muri condominiali o sulla cassetta delle lettere». Non solo: la Procura sottolinea che la donna ha messo in atto altre «condotte di natura molesta». Si parla di vignette create ad hoc a computer che ritraevano l’ex amante al giunzaglio della moglie, messe sul parabrezza dell’auto o negli spazi comuni del condominio nel quale abitavano, ma anche di preservativi lasciati sullo specchietto dell’auto di famiglia. Persecuzioni, come le ha definite il legale di parte civile, andate avanti per mesi.

LA DENUNCIA

L’uomo, stremato da quella situazione che, per gli inquirenti, «gli ha provocato un perdurante stato d’ansia, disperazione e sconforto tale da incidere sullo stile di vita e sulle sue condizioni psico-fisiche, nonché ingenerando evidente imbarazzo e disagio nei rapporti con gli altri condomini», ha deciso di sporgere denuncia, facendo scattare il cosiddetto “codice rosso”: il giudice ha così emesso nei confronti della 33enne la misura cautelare del divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da loro frequentati con tanto di braccialetto elettronico. Misura che ha decretato anche la fine del piano di vendetta messo in atto dall’imputata che ieri, al termine della requisitoria del pm, è scoppiata in lacrime di fronte alla richiesta di condanna. Pena che alla fine è stata superiore a quella ipotizzata dalla pubblica accusa, che chiedeva un anno e due mesi di carcere.
 

Ultimo aggiornamento: 19:46
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