Salario minimo di 9 euro all’ora negli appalti pubblici, ok della Consulta alla Puglia. Schlein: «Fallimento Meloni»
La Corte costituzionale ha respinto il ricorso del governo nazionale. Il centrosinistra attacca l’Esecutivo

Via libera dalla Corte costituzionale alla legge della Regione Puglia che ha introdotto il “salario minimo” come criterio di selezione delle ditte che partecipano a gare di appalto pubblico. Le aziende provate che partecipano alla gara devono garantire una retribuzione oraria di almeno nove euro l’ora per i dipendenti. Con la sentenza numero 188, depositata oggi, infatti la Corte costituzionale – respingendo il ricorso di Palazzo Chigi contro i “paletti” fissati dalla legge regionale – ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale promosse dal presidente del Consiglio dei ministri nei confronti dell’articolo 2, comma 2, della legge della Regione Puglia numero 30 del 2024 e della sua successiva modifica con legge regionale numero 39 del 2024.
Le disposizioni contestate dal ricorso della Presidenza del Consiglio prevedono la fissazione di una soglia retributiva minima di nove euro l’ora come criterio di selezione del Ccnl che la Regione e gli enti strumentali devono indicare negli atti di gara relativi a procedure di evidenza pubblica bandite a livello regionale. La decisione dei giudici ha alimentato un caso politico nazionale, da Schlein a Fratoianni, passando per il M5s, arrivano attacchi al governo Meloni: «La Corte costituzionale respinge i ricorsi del Governo contro la legge regionale della Toscana su turismo e affitti brevi e contro la legge regionale della Puglia sul salario minimo.
Sentenze che riaffermano il primato delle regole e l’equilibrio tra i poteri. Questa destra propone la pessima autonomia differenziata di Calderoli, anch’essa smontata dalla Corte, e poi però impugna tutte le iniziative regionali che non piacciono al governo. Meloni prenda atto che ha fallito nel tentativo di bloccare le regioni che stanno solo sopperendo alle sue mancanze: approvi subito la proposta unitaria delle opposizioni sul salario minimo e una legge per regolare gli affitti brevi dando poteri ai sindaci», commenta la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein.
“A Palazzo Chigi possono continuare all’infinito con le favole di Natale e con la propaganda, ma non passa giorni che ricevano un ceffone dalla realtà. Con la sentenza della Corte Costituzionale che da’ ragione alla Puglia perché sia rispettato dalle ditte appaltatrici un salario minimo, cade il velo dell’ipocrisia del governo Meloni», aggiunge Nicola Fratoianni di Avs. «Dalla Corte costituzionale arriva un sonoro schiaffo al Governo», sostiene il senatore e vicepresidente del M5S Mario Turco. «La sentenza della Corte costituzionale che oggi conferma la legge della Regione Puglia sul salario minimo rappresenta un punto di partenza importante per restituire dignità ed equità al lavoro di tantissime persone», dichiara il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.
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