«Arrivo tra 10 minuti» e scompare. È mistero sull’ex boss della Scu

«Arrivo tra 10 minuti» e scompare. È mistero sull’ex boss della Scu

​Ricerche dei carabinieri dopo la denuncia
La sua auto è stata trovata chiusa e parcheggiata

«Arrivo tra 10 minuti» e scompare. È mistero sull’ex boss della Scu
di Nazareno DINOI
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sabato 13 dicembre 2025, 21:20 – Ultimo aggiornamento:
14 dicembre, 13:20

È giallo sulla scomparsa del manduriano Antonio Campeggio, pluripregiudicato attualmente libero e sottoposto solo alla misura della libertà vigilata. Conosciuto nel mondo della mala come «lo scippatore» e da più sentenze ritenuto essere stato a capo della frangia manduriana della Sacra corona unita, del 54enne non si hanno più notizie dalle 14 di venerdì 12 dicembre. L’ultima a sentirlo al telefono a quell’ora è stata la sorella che lo invitava ad affrettarsi perché era pronto il pranzo.

«Tra dieci minuti arrivo», avrebbe risposto lui, facendo attendere invano la sorella e l’altro fratello, tutti coabitanti nella stessa casa alla periferia della città messapica. A presentare denuncia di scomparsa ieri mattina è stato il fratello maggiore che si è presentato ai carabinieri raccontando le circostanze della misteriosa scomparsa. Per le 18 ore precedenti i familiari, seriamente preoccupati dell’assenza e del silenzio anche telefonico, si erano messi alla ricerca del fratello scomparso. Sarebbero stati loro, grazie al sistema di localizzazione Gps montato sulla Citroën in uso ad Antonio, a trovare una traccia che sarà fondamentale per le ricerche delle quali si occupano i carabinieri della compagnia di Manduria al comando del maggiore Alessandro Torto. L’utilitaria era ferma in una via del centro cittadino, regolarmente parcheggiata e chiusa a chiave.

Di lui nessuna traccia. Da lì i carabinieri hanno iniziato le ricerche acquisendo le registrazioni delle telecamere di sorveglianza private presenti su quella strada e sulle altre di accesso o di uscita. Si spera che una di queste possa aver ripreso l’arrivo dell’utilitaria con Campeggio, o chiunque fosse alla guida, mentre si allontana magari salendo a bordo di un’altra autovettura. Elementi questi che lascerebbero sperare perlomeno in una buona pista da cui partire per risolvere quello che al momento è un mistero e che, per il personaggio di cui si tratta, lascia comunque aperti interrogativi inquietanti. L’ex boss della Scu è molto legato alla famiglia e, a sentire le persone che lo conoscono bene, non si allontanerebbe mai volontariamente.

Dopo l’ultima condanna a sette anni di carcere tutti conclusi, maturati nell’inchiesta denominata «Impresa» che ha poi portato il Comune di Manduria allo scioglimento per infiltrazioni mafiose, il pluripregiudicato stava cercando di ricostruirsi una vita lavorando in un’azienda agricola di Maruggio. Molto conosciuto in città, ancora di più dalle forze dell’ordine per le numerose inchieste in cui è stato coinvolto sin da giovanissimo e sempre per casi di particolare gravità. Era il 1991 quando le cronache si occuparono per la prima volta di lui. Aveva 20 anni appena compiuti quando i carabinieri lo arrestarono il 31 dicembre nella sua casa a Manduria mentre brindava al nuovo anno. Era ricercato da un mese perché accusato di aver forzato un posto di blocco in un comune della provincia di Brindisi esplodendo colpi di pistola contro i militari senza colpirli. La sua carriera nella malavita non si è più fermata. Sempre le sentenze lo collocano prima nel clan di Vincenzo Stranieri, detto «Stellina», poi con Massimo Cinieri, alias Massimino Molletta, per arrivare all’autonomia a capo di un gruppo completamente sotto il suo comando. Alla fine degli anni ’90 fu coinvolto nell’operazione della Dda denominata «Oriente», che sgominò l’organizzazione mafiosa radicata nei comuni del versante orientale della provincia. In quel processo Campeggio fu condannato a diciotto anni di reclusione. Scontata quella pena, di lui i magistrati si sono nuovamente occupati nell’inchiesta «Impresa», conclusa con il blitz del 2017 con 27 arresti e una sessantina di indagati, tra cui politici e imprenditori di Manduria, Sava, Fragagnano, San Giorgio Ionico e di altri comuni del Brindisino. Dal processo da cui prese origine quest’ultima inchiesta, «lo scippatore» aveva preso 7 anni di carcere, tutti scontati. Il prossimo aprile si conclude l’ultima misura di prevenzione che lo obbliga a rientrare in casa alle 20 per uscire alle 8 del mattino.
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