Udine omaggia Guido Guidi con due mostre imperdibili
Una grande retrospettiva a Casa Cavazzini e un focus sui progetti friulani al Castello celebrano sessant’anni di visione del grande fotografo

Contenuto a cura di Piemme SpA Brand Lab
in collaborazione con CIVICI MUSEI DI UDINE
Udine celebra Guido Guidi con due grandi esposizioni che ne ripercorrono il pensiero, la poetica e il profondo legame con il Friuli Venezia Giulia. Un doppio imperdibile appuntamento per celebrare uno dei protagonisti assoluti della fotografia italiana e internazionale.
Visitabile fino al prossimo 6 gennaio 2026, la prima esposizione è allestita presso Casa Cavazzini – Museo di Arte Moderna e Contemporanea. Dal titolo “Guido Guidi. Col tempo, 1956–2024”, la mostra è anche la più ampia retrospettiva mai dedicata all’autore. Parallelamente, nelle sale del Castello, dal 13 dicembre al 6 aprile 2026, sarà visitabile “Guido Guidi. Qui intorno. Progetti fotografici per il Friuli Venezia Giulia, 1985–2014”, un percorso che restituisce trent’anni di esplorazioni nei territori regionali. L’inaugurazione della mostra in Castello è prevista per venerdì 12 dicembre alle ore 18:00.
Una retrospettiva monumentale
A cura di Simona Antonacci, Pippo Ciorra e Antonello Frongia, realizzata dal MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma in collaborazione con l’Archivio Guido Guidi e con i Civici Musei di Udine, l’esposizione di Casa Cavazzini vede in mostra circa 400 opere, tra fotografie, materiali d’archivio e numerosi inediti, ordinati dallo stesso autore per raccontare più di sessant’anni di lavoro. Dalla serie Preganziol, manifesto del suo pensiero, alle sperimentazioni degli anni Settanta, fino alle grandi campagne sul paesaggio italiano e agli studi sull’architettura di Carlo Scarpa, la retrospettiva immerge il visitatore nella complessità del “pensiero fotografico” guidiano.
Il titolo, ispirato a un dipinto del Giorgione del 1505, si fa metafora del suo percorso, per un’indagine lenta, rigorosa e, al tempo stesso, ossessiva, nella quale l’immagine è sempre riflessione sul vedere e sul tempo. La mostra è arricchita dal video multicanale del regista Alessandro Toscano che mette in dialogo la genesi dell’esposizione con un’interpretazione visiva del pensiero guidiano e da una panca-libreria che introduce il rapporto di Guidi con il libro e l’insegnamento.
Il legame con il Friuli Venezia Giulia
Realizzata dai Civici Musei di Udine e dal CRAF in collaborazione con l’Archivio Guido Guidi, Qui intorno raccoglie invece 140 fotografie prodotte da Guidi tra Trieste, Spilimbergo, Venzone, Lestans, Pielungo, Pinzano, Udine, Gorizia, San Vito al Tagliamento e Lignano Sabbiadoro. Un corpus che nasce da workshop, laboratori didattici e committenze del CRAF, ATER, Università di Trieste e altri enti, e che rivela la centralità del Friuli Venezia Giulia nella ricerca e nell’arte del fotografo.
Qui Guidi osserva margini e interstizi del paesaggio, spazi “qualunque” e apparentemente privi di qualità, trasformandoli in palinsesti visivi che interrogano identità, confini e trasformazioni del territorio. Un capitolo fondamentale del suo percorso, riunito per la prima volta in un’unica esposizione.
Inserita nel programma di Fotografia Contemporanea 2025 del CRAF curato da Andrea Pertoldeo, la mostra, a cura di Silvia Bianco, Antonello Frongia e Andrea Pertoldeo, è patrocinata da ATER, Camera di Commercio Pordenone-Udine, Confindustria Udine, Fondazione Friuli, Ordine degli Architetti della Provincia di Udine, Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Udine ed è accompagnata dalla pubblicazione In Friuli Venezia Giulia.
Maestro della visione contemporanea
Nato a Cesena nel 1941, allievo di Italo Zannier e Carlo Scarpa, Guidi ha contribuito a ridefinire il rapporto tra fotografia, paesaggio e architettura. Le sue opere sono custodite nei principali musei del mondo – dal MoMA al Centre Pompidou – e la sua attività didattica ha formato generazioni di fotografi, trasformando il suo archivio di Ronta in una vera “officina” creativa.
Il doppio omaggio voluto da Udine valorizza proprio questa complessità, con la fotografia intesa, vissuta e utilizzata come disciplina che unisce percezione, pensiero, tecnica, memoria, e che attraverso la lente di Guidi racconta la realtà con una radicale onestà dello sguardo.

Udine capitale della fotografia contemporanea
Le due mostre integrano il GO2025, inserendosi nel programma di supporto GO! & Friends andando ad ampliare l’offerta culturale della città di Udine e confermando la volontà dei Civici Musei di promuovere progetti di respiro internazionale. Come sottolineato dall’Assessore alla Cultura, Federico Pirone, l’arrivo della retrospettiva del MAXXI e la mostra al Castello ribadiscono la vocazione della città a essere luogo di confronto tra istituzioni, artisti e comunità.
Con questo doppio appuntamento, infatti, Udine non solo accoglie un maestro assoluto della fotografia contemporanea, ma invita il pubblico a scoprire come lo sguardo di Guidi abbia saputo raccontare il nostro tempo attraverso i dettagli più silenziosi del mondo che ci circonda.
Per informazioni, orari e biglietti è possibile visitare il sito www.civicimuseiudine.it.
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