Guerra ucraina, via libera dell’Ue al blocco indeterminato degli asset russi. Trump: «Abbiamo fatto molti progressi sul conflitto russo-ucraino»
Gli aggiornamenti in diretta sul conflitto
venerdì 12 dicembre 2025
Witkoff incontrerà Zelensky e i leader Ue a Berlino
Witkoff incontrerà Zelensky e i leader Ue a Berlino nel weekend.
Il diplomatico statunitense, come riportato da Rai News 24, sarà nella capitale tedesca con l’obiettivo di intensificare i colloqui in vista di una soluzione sul conflitto russo-ucraino.
Trump, abbiamo fatto molti progressi sul conflitto russo-ucraino
«Abbiamo fatto molto, abbiamo fermato otto guerre. Ne rimane ancora una, pensavo sarebbe stata la più facile da risolvere, quella con Russia e Ucraina. Ma abbiamo fatto molti progressi»: lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante la cerimonia di consegna delle medaglie onorarie ai campioni olimpici del 1980 della nazionale di hockey Usa.
Fonti Chigi, sui beni russi discussione politica senza fughe tecniche in avanti
Insieme a Belgio, Bulgaria e Malta, l’Italia ha deciso di non far mancare il proprio sostegno al Regolamento che intende stabilizzare l’immobilizzazione dei beni russi – senza tuttavia stabilirne l’utilizzo – sino a che Mosca non cessi la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina e non la risarcisca per i danni causati dalla sua guerra. Lo ha fatto perché non vi siano dubbi sul proprio sostegno all’Ucraina. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, spiegando che l’Italia, tramite una dichiarazione aggiuntiva, ha però voluto sottolineare la necessità che decisioni di una tale portata giuridica, finanziaria e istituzionale siano sempre precedute da una discussione a livello politico e non vi siano fughe in avanti a livello tecnico.
Von der Leyen, ‘blocco indeterminato degli asset è segnale forte a Mosca’
«Accolgo con favore la decisione del Consiglio sulla nostra proposta di continuare il congelamento dei beni sovrani russi. Stiamo inviando un segnale forte alla Russia: finché questa brutale guerra di aggressione continuerà, i costi per la Russia continueranno ad aumentare. Questo è un messaggio potente per l’Ucraina: vogliamo assicurarci che il nostro coraggioso vicino diventi ancora più forte sul campo di battaglia e al tavolo dei negoziati». Lo ha scritto su X la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Immediato anche il commento di Antonio Costa al sì al blocco senza scadenza degli asset. «Nel Consiglio europeo di ottobre, i leader dell’UE si sono impegnati a mantenere congelati i beni russi fino a quando la Russia non porrà fine alla sua guerra di aggressione contro l’Ucraina e non risarcirà i danni causati. Oggi abbiamo mantenuto tale impegno. Prossimo passo: garantire il fabbisogno finanziario dell’Ucraina per il 2026-2027», ha scritto il presidente del Consiglio europeo.
Italia e 3 Paesi Ue, ‘sì al blocco degli asset non ne determina l’uso’
«In uno spirito di cooperazione» Belgio, Bulgaria, Italia e Malta hanno votato «sì” al blocco indeterminato degli asset russi «ma precisano che tale voto non pregiudica in alcun caso la decisione sull’ eventuale utilizzo dei beni russi immobilizzati che deve essere presa a livello dei leader e che non costituisce un precedente per il settore della politica estera e di sicurezza comune». E’, a quanto apprende l’ANSA, uno dei passaggi della dichiarazione che i quattro Paesi membri hanno allegato al verbale della procedura scritta sul voto per il congelamento indeterminato dei beni russi. Il voto si è tenuta a maggioranza qualificata.
Premier belga, ‘usare i beni russi congelati è un’impresa ardua ma possibile’
Il premier belga Bart De Wever ha affermato che utilizzare i beni russi congelati per finanziare l’Ucraina sarà «un’impresa ardua» ma possibile se gli alleati europei agiscono in modo coordinato. Lo ha detto ai giornalisti dopo l’incontro bilaterale a Downing Street col premier britannico Keir Starmer. De Wever ha sottolineato che Starmer «capisce i nostri problemi, le nostre responsabilità, le nostre preoccupazioni legali» in merito allo sblocco degli asset di Mosca. Ha poi ricordato come sia diversa la situazione tra Londra e Bruxelles: «loro hanno 8 miliardi di euro di beni russi immobilizzati, noi 190».
Via libera dell’Ue al blocco indeterminato degli asset russi
Via libera dell’Ue al congelamento indeterminato degli asset russi. Il via libera, giunto attraverso la cosiddetta procedura scritta, è arrivato con 25 Paesi che hanno votato a favore e due contrari. E’ quanto si apprende da fonti europee.
Mattarella: non può evocare la pace chi muove la guerra
«Il principio non può essere muovere guerra per fare la pace: è paradossale. Appare insensata la pace evocata da parte di chi, muovendo guerra, pretende in realtà di imporre le proprie condizioni». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia dello scambio degli auguri di fine anno con il corpo diplomatico, in un passaggio in cui ha fatto riferimento alla Russia.
Mattarella: minacciare l’arma nucleare è un crimine contro l’umanità
«Il controllo della corsa agli armamenti, in particolare di armi di distruzione definitiva, come quelle nucleari, aveva conosciuto risultati significativi. Nel contesto attuale, si rende necessario ribadire con forza che l’uso o anche la sola concreta minaccia di introdurre nei conflitti armamenti nucleari appare un crimine contro l’umanità». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia dello scambio degli auguri di fine anno con il corpo diplomatico.
Zakharova, ‘relazioni Italia Russia al peggio, situazione creata da pressioni Nato su Roma’
Le relazioni fra Italia e Russia stanno attraversando la crisi peggiore dalla fine della Seconda guerra mondiale. Ci ricordiamo certamente il ruolo dell’Italia in quella guerra, ma ricordiamo anche il valore e il periodo positivo delle nostre relazioni che hanno attraversato 80 anni, un tempo molto lungo durante il quale abbiamo mantenuto una cooperazione altamente costruttiva con l’Italia», ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in un intervento al webinar del Global Fact Checking Network. L’Italia, ha aggiunto, «è oggetto di pressioni da parte della Nato, dal mondo anglosassone, e da questa dittatura ultraliberale». «Al momento le nostre relazioni sono in pausa. Non mi riferisco solo ai contatti ufficiali ma anche alle relazioni economiche e finanzirie. Vorrei credere che non siano finite ma solo sospese. Questa situazione non rientra nel nostro modo di fare, non nel modo di fare della Russia, ma emerge dalle pressioni a cui l’Italia è sottoposta».
Erdogan chiede a Putin cessate il fuoco mirato su porti ed energia
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha lanciato un appello a Vladimir Putin ad accettare un cessate il fuoco limitato in Ucraina, concentrato sui porti e sulle infrastrutture energetiche. La richiesta, secondo quanto riporta la Afp che cita l’ufficio della presidenza turca, è stata avanzata durante un incontro in Turkmenistan. Erdogan, che mantiene canali diplomatici attivi sia con Kiev sia con Mosca, ha sostenuto che una pausa mirata nelle ostilità su questi obiettivi strategici “sarebbe utile” per entrambe le parti, in un contesto in cui gli attacchi alle strutture energetiche continuano a pesare sull’economia e sulla popolazione ucraina.
Zelensky a Kupyansk: importante ora ottenere risultati al fronte
«Oggi sono stato a Kupyansk, i nostri soldati qui stanno ottenendo risultati per l’Ucraina. Molti russi hanno parlato di Kupyansk. Sono stato lì, ho salutato i ragazzi. Grazie a ogni unità, a tutti coloro che stanno combattendo qui, a tutti coloro che stanno distruggendo l’occupante». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram. «Oggi è estremamente importante ottenere risultati sul fronte, in modo che l’Ucraina possa ottenere risultati nella diplomazia. È così che funziona: tutte le nostre forti posizioni all’interno del Paese sono posizioni forti nella discussione sulla fine della guerra», ha spiegato il leader.
Cremlino: cessate il fuoco solo dopo il ritiro ucraino dal Donbass
In Ucraina ci potrà essere un cessate il fuoco «solo dopo il ritiro delle truppe ucraine» dal Donbass. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, confermando che «questo è uno dei requisiti che gli americani impongono» a Kiev. «Prima o poi, se non attraverso negoziati, allora con la forza, questo territorio passerà sotto il pieno controllo della Federazione Russa», ha detto Ushakov in un’intervista a Kommersant, ripresa dall’agenzia Interfax.
Cremlino: Zelensky vuole presentare proposte inaccettabili
L’obiettivo che si prefigge Volodymyr Zelensky con i colloqui in Europa, previsti nel fine settimana e all’inizio della prossima, è fare inserire nel piano americano di pace «proposte inaccettabili» per la Russia. Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov. Il consigliere di Vladimir Putin ha ribadito che Mosca non ha ancora visto le proposte che si stanno mettendo a punto tra gli ucraini, gli europei e gli Usa. Ma è «improbabile» che le proposte avanzate da Kiev e dall’Europa «saranno di carattere positivo», ha aggiunto Ushakov, citato dall’agenzia Interfax.
Ushakov: non credo che saremo pienamente soddisfatti del piano rivisto da Usa e Kiev
«Non credo che saremo completamente soddisfatti» dal nuovo piano per la fine della guerra dopo le consultazioni tra Usa, Ucraina ed Europa. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov citato dalle agenzie russe Tass e Interfax. «Non abbiamo visto alcuna versione modificata dei piani americani. Quando la vedremo, potremmo non gradire molte cose», ha detto. «Prima o poi, i contatti attivi con gli americani riprenderanno, perché ciò che gli americani stanno attualmente coordinando con europei e ucraini deve prima o poi esserci mostrato, il che naturalmente provocherà la nostra risposta appropriata», ha spiegato.
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Kiev è pronta ad accettare la creazione di una zona demilitarizzata nel Donbass. Lo scrive Le Monde citando sue fonti. La zona demilitarizzata sarebbe su entrambi i lati della linea di demarcazione.
La concessione, scrive Le Monde, è stata approvata dall’Europa.
Il Donbass, regione strategica con un bacino minerario ambito dalla Russia dal 2014, potrebbe essere posta sotto la supervisione delle forze internazionali, in particolare degli Stati Uniti, per prevenire ulteriori aggressioni russe.
Ultimo aggiornamento: 13 dicembre, 08:31
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