Consiglieri regionali, ‘remigini’ e ‘ripetenti’: il debutto tra carte, firme e spillette in oro
Però nessuno si bea, perché nel giorno in cui iniziano le operazioni di “accreditamento” dei 51 consiglieri regionali del Veneto post elezioni di novembre non ce n’è uno che sappia cosa lo attenderà. Entrerà a far parte della corte del neo governatore Alberto Stefani?
giovedì 11 dicembre 2025di Al.Va.

VENEZIA – È come il primo giorno di scuola, ci sono i “remigini” che devono scoprire tutto e ci sono i “ripetenti” che conoscono anche i segreti più remoti del Palazzo. Però nessuno si bea, perché nel giorno in cui iniziano le operazioni di “accreditamento” dei 51 consiglieri regionali del Veneto post elezioni di novembre non ce n’è uno che sappia cosa lo attenderà. Entrerà a far parte della corte del neo governatore Alberto Stefani? Diventerà capogruppo? Resterà consigliere semplice? Nessuno sa niente.
O, forse, uno sì: Luca Zaia che entra a Palazzo Ferro Fini a metà pomeriggio, si mette in posa davanti all’albero di Natale e ai cronisti confessa di non provare nessuna nostalgia per Palazzo Balbi: «Ho l’impressione che altri siano più nostalgici», ammicca.
Tutti continuano a chiamarlo presidente e una ragione c’è: continuerà a esserlo, anche se non della giunta, ma del consiglio regionale. Gli altri papabili per i posti di comando nei due palazzi affacciati sul Canal Grande incrociano le dita: la vecchia storia di chi entra da papa in conclave e ne esce cardinale. «Decide il presidente Stefani», ripete alle telecamere Sonia Brescacin. «Preferirei non essere messo nel totogiunta», sospira un evidentemente scaramantico Francesco Calzavara, nerissimo di esotica abbronzatura. Riccardo Barbisan, rimasto fermo un giro nel 2020 per la vecchia storia del bonus Covid, ammette: «Sì, sono un po’ emozionato, ma non come la prima volta». Rilassate come da tempo non le si vedeva, ecco le votatissime ex assessore Manuela Lanzarin ed Elisa De Berti. E poi Roberto Marcato, altro recordman di preferenze.
IL CERTIFICATO
Sui taccuini dei cronisti, intanto, vengono annotate le curiosità: il benvenuto agli eletti da parte del segretario generale Roberto Valente, la consegna della spilla in oro, soprattutto la lettura del certificato arrivato poche ore prima dalla Corte d’Appello e cioè il pezzo di carta che attesta l’avvenuta elezione a consigliere regionale. Giorgia Bedin sorride: «Effettivamente non mi era arrivato nulla di formale». E intanto le guardano i piedi: a Venezia la temperatura rigida è acuita dall’umidità e dalla nebbia, ma la sindaca di Monselice è scalza. Confida: «Non sopporto i calzetti. E neanche la canottiera». Cristiano Corazzari apprezza: «La collega viene dalla Bassa padovana, è gente forgiata, come noi del Polesine».
A proposito di nebbia, gran brutta rogna per le consigliere fresche di parrucchiere. Rosanna Conte è un po’ come Claudia Gerini in Ammore e Malavita: «Tengo a piega». Tra i colleghi ci si sbircia la cravatta: «Bella questa, non i soliti cravattoni alla Caccamo», ride il veronese Filippo Rigo rivolto al conterraneo Matteo Pressi. Che si prende la soddisfazione mostrando l’etichetta della maison francese. La prima giornata di accreditamento vede passare al Ferro Fini quasi tutti i leghisti – non il governatore Alberto Stefani alle prese con gli alleati per la formazione della giunta – ma ci sono anche due Fratelli, Valeria Mantovan e Filippo Giacinti e pure il giovane azzurro Jacopo Maltauro. Il tema che tiene banco è ovviamente il totogiunta tra indiscrezioni e soffiate. Del tipo: “Paola Roma sarà assessore, oggi è già andata in tour a palazzo Balbi”. Con l’interessata che smentisce: «Ma se sono stata solo al Ferro Fini!».
L’ASSOCIAZIONE
Su al primo piano, intanto, c’è il passaggio dei neo eletti ai vari tavoli, da quello dell’informatica a quello dell’Associazione Consiglieri. È forse la parte meno burocratica dell’accreditamento prima di passare dal fotografo: qui Fabio Gava, Luigi Covolo e Lucio Tiozzo, ma c’è anche Gianpietro Possamai, spiegano ai consiglieri a cosa serve l’Associazione (la quota per i soci è pari allo 0,2% al mese dell’indennità), quindi illustrano una polizza sanitaria, ma soprattutto chiedono il sostegno per una proposta di legge che dovrebbe far nascere una Fondazione tra consiglio regionale e associazione per iniziative culturali. Ci avevano provato anche nella legislatura appena conclusa, ma il testo, pur approvato in ufficio di presidenza e in Prima commissione, non ha superato lo scoglio dell’Aula.
A metà pomeriggio l’ufficio stampa comunica il bilancio della prima giornata di accreditamento dei consiglieri che daranno vita alla dodicesima legislatura: 21 su 51, ne mancano ancora 30. Si riprende stamattina con gli eletti di FdI, Pd e gli altri gruppi fino a Riccardo Szumski. E poi tutti pronti per la prima seduta dell’assemblea legislativa lunedì 15 alle 15. Con una convinzione generale: in questa consiliatura ci si “divertirà”.
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