Urbino, il ritorno della duchessa a Palazzo: riapre l’Appartamento alla Galleria, ora Raffaello guarda il padre Giovanni Santi

URBINO Alla Galleria Nazionale nelle Marche riaperto l’appartamento della Duchessa, rinnovato per impianti e allestimenti oltre al restauro delle superfici lapidee e di tutti i beni mobili grazie ai fondi del Pnrr. «L’appartamento della duchessa è caratterizzato, tra le altre cose, da meravigliose volte con stucchi di Francesco di Giorgio Martini. Abbiamo lavorato, come per il resto del palazzo sulla pulitura delle superfici scultoree, delle superfici murarie e delle pavimentazioni» spiegano il direttore Luigi Gallo e lo storico dell’arte Giovanni Russo. 

Padre e figlio

Tante le novità. «Sono stati rinnovati gli impianti, quello illuminotecnico e si è provveduto a un nuovo allestimento. Un allestimento che permette per la prima volta di dedicare una sala intera a Giovanni Santi, il padre di Raffaello. Idealmente Giovanni Santi guarda nella sala successiva, la sala dove è esposto suo figlio, con la muta e la Santa Caterina, in una sala che contiene anche “gli amici” di Raffaello, come Timoteo Viti». Continua Gallo «Abbiamo ricomposto anche una bellissima vetrata grazie al lavoro dell’Opificio delle Pietre Dure. All’interno del meraviglioso portale che collega gli ambienti dell’appartamento della duchessa è inquadrata la grande Annunciazione di Pagani insieme a una sala tutta dedicata agli arazzi, parte dell’arredo originale».

La sala Brandani

Una sala è dedicata allo scultore Brandani con il soffitto Aquilini: «Viene da un altro palazzo ma è qui da più di 100 anni» spiega il direttore. Esposti anche dei frammenti di un soffitto di Palazzo Ducale che crollò a metà 800 che erano conservati in deposito. «Ora c’è a Palazzo una sala tutta dedicata al Brandani, tra i più grandi stuccatori del ‘500 italiano» conclude. L’investimento fatto arriva a 6 milioni di euro, fondi Pnrr, che diventano 14 milioni di euro di investimenti se si guardano le opere messe in campo da Gallo dal suo arrivo nel 2021. Sull’allestimento interviene l’architetto Francesco Primari: «Si è riusciti ad illuminare le opere in modo eccezionale: mai è stata illuminata così bene la Muta – spiega –. Dal punto di vista allestitivo i principi sono sempre gli stessi: traguardi visivi che mettono le opere in relazione tra di loro: Raffaello che guarda suo padre e viceversa. Un aspetto importantissimo, la sicurezza per i visitatori e per chi lavora nel palazzo». Il prossimo e ultimo step dei lavori finirà il 30 maggio, con l’apertura dell’appartamento dei Melaranci, dove saranno disposte le opere del ‘300 riminese, una sala sui crocifissi, una sala sugli stendardi oltre al Salone del Trono.

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