GROTTAMMARE Scogliere da rinforzare: via libera a lavori del valore di 182mila euro di fondi regionali sul litorale sud di Grottammare. Si tratta di un intervento mirato di manutenzione per rafforzare le difese della costa e proteggere spiaggia e stabilimenti balneari. Il Comune ha approvato il progetto esecutivo del primo stralcio funzionale dei lavori di manutenzione e parziale riconfigurazione delle scogliere a sud della foce del fiume Tesino.
L’intervento
L’intervento riguarda una barriera distaccata sommersa lunga circa 250 metri, una delle opere di difesa costiera realizzate nel corso degli ultimi decenni per contrastare l’erosione marina lungo il litorale grottammarese. «Si tratta di strutture fondamentali per la tutela dell’arenile e delle infrastrutture retrostanti, dal rilevato ferroviario agli stabilimenti balneari» questo secondo la relazione tecnica redatta dall’ingegner Lorenzo Mauri, progettista dell’opera in cui spiega: «le scogliere esistenti non sono più in grado di svolgere pienamente la loro funzione». In molti tratti il coronamento risulta oggi abbassato fino a oltre un metro sotto il livello medio del mare, con vuoti e disomogeneità causati dallo spostamento dei massi nel tempo. Una situazione che rende le opere facilmente superabili dalle onde durante le mareggiate, con possibili danni alla spiaggia e alle strutture turistiche. Il litorale di Grottammare si estende per circa 5,5 chilometri, di cui due a sud del Tesino, ed è quasi interamente protetto da opere rigide di difesa costiera. In questo tratto, in particolare, sono presenti scogliere sommerse realizzate a più riprese dagli anni Novanta fino al 2009.
Le motivazioni
L’assenza di interventi recenti di manutenzione straordinaria ha reso ora necessario un rifiorimento, ovvero una ricarica di massi per ricostituire le sezioni originarie di progetto. Per definire con precisione quantità e costi, è stato effettuato un rilievo di dettaglio dei fondali tramite un drone acquatico dotato di sistemi di rilevamento avanzati.
L’analisi
L’analisi ha consentito di confrontare lo stato attuale delle scogliere con quello previsto in origine, individuando i volumi mancanti. Il progetto prevede l’utilizzo di oltre 2.500 tonnellate di nuovi massi naturali, di seconda e terza categoria, affiancati dal recupero e riposizionamento di circa 340 tonnellate di scogli già presenti ma fuori sagoma. I lavori saranno eseguiti esclusivamente via mare, con mezzi navali a basso pescaggio, per limitare l’impatto sull’arenile.
Il piano
L’intervento è in linea con il Piano di gestione integrata delle aree costiere della Regione Marche e rappresenta una prima tranche degli interventi programmati, compatibilmente con i finanziamenti disponibili.
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