ANCONA Il ds dell’AnconaLuca Gerilli, ieri sul Corriere Adriatico, auspicava un maggiore coinvolgimento della città soprattutto nelle partite casalinghe verso una squadra che sta facendo benissimo, è terza in classifica e ancora in corsa per la Serie C con Teramo e Ostiamare. Queste due formazioni pur precedendo i dorici, rispettivamente di 6 e 3 punti, sul mercato si sono mosse in maniera ben più determinata acquistando delle pedine (Ceccarelli l’Ostiamare e Carpani il Teramo, tanto per fare due nomi) che possono effettivamente far fare un ulteriore salto di qualità.
La risposta esigua
E l’Ancona? La sua risposta finora è stata senza dubbio in tono minore con l’arrivo dell’attaccante Babbi, che comunque era e resta il secondo del titolarissimo Kouko, e poi c’è stato l’ingaggio di Maspero a centrocampo (oltre quello del giovane difensore Ciaramella) che domenica non è stato neanche convocato e a Notaresco, da quanto trapela, non giocherà nonostante manchino due pedine fondamentali della linea mediana come Gelonese (infortunato) e Gerbaudo (squalificato): ma allora questo ragazzo che ruolo avrà nelle gerarchie di mister Maurizi? Al momento lo vediamo come sostituto di Matese, ceduto l’altro ieri al Messina, che aveva collezionato solo sette presenze. Dunque un giocatore della rosa come altri ma non l’elemento in grado di fare la differenza, perché se così fosse stato a Notaresco avrebbe dovuto essere tra i titolari. I tifosi dorici qualche categoria importante l’hanno vista in passato e certe sfumature di mercato le notano. E capiscono come si sono rinforzati le concorrenti e come si è rafforzata l’Ancona finora, a meno di colpi di scena a gennaio.
Niente acuti
Ma in tal senso lo stesso ds Gerilli ha sgombrato il campo escludendo, per ora, altri interventi. Dunque? Maurizi dovrà fare con quello che ha per tentare di raggiungere la C, un traguardo che viste le condizioni attuali avrebbe dell’impresa.
Il piano B
Comunque niente è impossibile nel calcio e c’è anche il “piano B” oltre alla vittoria del campionato. Cioè provare a vincere la Coppa Italia, in cui l’Ancona è in semifinale, e playoff del girone (magari da secondi classificati) e poi mettersi seduti sulla riva del fiume in attesa dell’eventualità (probabile) che qualche squadra non si iscriva alla prossima Serie C e usufruire quindi di un ripescaggio. Al netto di questo, la sensazione è che nell’Ancona, in particolare a livello societario, ancora manchi la giusta spinta propulsiva per puntare davvero in alto. Altrimenti il mercato sarebbe stato diverso.
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