Agrivoltaico, Iren firma con Gse: energia solare per 30mila famiglie

Agrivoltaico, Iren firma con Gse: energia solare per 30mila famiglie

Lo realizzerà a Rovigo Iren, la multiutility con sede legale a Reggio Emilia. A giorni è previsto il rilascio dei permessi da parte del Comune per l’impianto che sarà tra i più grandi d’Italia nella frazione di Boara Polesine, i lavori dovrebbero iniziare a gennaio 2026 per essere completati entro l’anno

mercoledì 10 dicembre 2025di M.Cr.

Agrivoltaico, Iren firma con Gse: energia solare per 30mila famiglie

VENEZIA – Un impianto agrivoltaico avanzato esteso su 65 ettari che servirà 30mila famiglie per un investimento di circa 50 milioni. Lo realizzerà a RovigoIren, la multiutility con sede legale a Reggio Emilia.

A giorni è previsto il rilascio dei permessi da parte del Comune per l’impianto che sarà tra i più grandi d’Italia nella frazione di Boara Polesine, i lavori dovrebbero iniziare a gennaio 2026 per essere completati entro l’anno. Il gruppo sarà titolare di un contratto per differenza (CfD) di durata ventennale col gestore dei servizi energetici Gse (la realtà controllata dal ministero dell’economia che promuove lo sviluppo delle fonti rinnovabili e l’efficienza energetica) per la valorizzazione dell’elettricità prodotta dall’impianto. Si tratta della prima asta Fer-X transitoria, una procedura promossa dal governo per dare incentivi a chi realizza impianti per fonti rinnovabili caratterizzata da una forte competitività tra gli operatori. Iren è tra gli aggiudicatari dell’asta con il progetto agrivoltaico che permette le colture sotto i pannelli solari posizionati a due metri di altezza che il gruppo sta realizzando a Rovigo a seguito dell’acquisizione dell’autorizzazione nel 2024 da parte di Iren Green Generation dopo l’acquisizione della piemontese Egea.

L’IMPIANTO

L’impianto, con una capacità fotovoltaica di circa 49 MWp, è tra i primi progetti di agrivoltaico avanzato che saranno realizzati in Italia. «Grazie all’installazione di pannelli a oltre due metri dal suolo, garantisce la piena integrazione tra coltivazioni agricole e produzione energetica – spiega una nota del gruppo emiliano -. Con un’estensione di 65 ettari e una produzione attesa di circa 80 GWh l’anno, il progetto potrà soddisfare i consumi di 30mila famiglie, più o meno tutti gli abitanti di Rovigo. L’investimento complessivo previsto è pari a circa 50 milioni di euro, con entrata in esercizio entro il 2027». Nell’asta Fer-X, Iren ha presentato un’offerta con sconto del 34,319% rispetto al prezzo base di 90,689 euro al megawattora, risultando aggiudicataria con una tariffa di 59,565 euro al MWh. «Tenendo conto del premio zonale di 10 euro al MWh previsto per la zona Nord e del correttivo inflattivo, Iren beneficerà di un contratto CfD ventennale che garantirà di valorizzare l’energia prodotta a circa 72 euro al MWh», sottolinea la nota che evidenzia il guadagno del gruppo. Questa operazione si aggiunge alla recente entrata in servizio dell’impianto fotovoltaico Iren di Noto, in Sicilia, che produrrà 42 GWh all’anno (equivalente al fabbisogno annuale di oltre 12mila famiglie).

NOVE MESI POSITIVI

Iren ha chiuso il bilancio al 30 settembre 2025 con ricavi a 4,84 miliardi (+ 16%) grazie anche al consolidamento di Egea, l’ebitda ha segnato un + 9% a oltre un miliardo mentre l’utile netto di gruppo attribuibile agli azionisti è stato di 219 milioni (+ 12%), grazie anche all’acquisto della quota di minoranza di Iren Acqua. Il gruppo opera in un bacino multi regionale (è presente anche in Veneto e Friuli) con circa 12 mila dipendenti e un portafoglio di oltre 2,3 milioni di clienti nel settore energetico, oltre 3 milioni di abitanti serviti nel ciclo idrico integrato e oltre 4 milioni di abitanti nei servizi ambientali.


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