Il nuovo Monte Piselli, Fioravanti cala gli assi per riaprire gli impianti. Il sindaco ha presentato tre soluzioni ma mancano 1,3 milioni

ASCOLI “Liberiamo Monte Piselli”: non solo il titolo di un’assemblea pubblica fortemente voluta dal sindaco di Ascoli e presidente del Cotuge Marco Fioravanti, ma soprattutto una traiettoria chiara da seguire, con il coinvolgimento di chi ama la montagna in tutte le sue sfaccettature, per arrivare all’obiettivo della ripartenza, del rilancio attraverso impianti adeguati e voglia di fare. Tutto questo emerge dal partecipato confronto di ieri pomeriggio a Palazzo dei Capitani che vuole essere una ripartenza in ottica positiva, evitando sgambetti e polemiche e aprendo le porte a tutti coloro che vogliono il bene e lo sviluppo del comparto montano condiviso con l’Abruzzo. Nel segno del fare e non del frenare. 

Le strade da percorrere

«I 15 anni del Cotuge prima dell’attuale composizione – ha esordito il sindaco – non hanno prodotto né nuove risorse per gli impianti di risalita, né si è fatta la necessaria manutenzione sulla seggiovia, tanto che la stessa è arrivata a fine corsa. Grazie all’impegno sotto la mia presidenza e con l’attuale cda, abbiamo sbloccato i lavori in corsa per ottenere una proroga di un anno del fine vita tecnico dell’impianto. Quest’anno abbiamo, poi, abbiamo dato la disponibilità anche ad effettuare i lavori per allungare la vita dell’impianto mentre costruivamo la nuova soluzione, ma, alziamo il coperchio della pentola che bolle: la resistenza di qualcuno e la mancata volontà di portare avanti questo impianto hanno messo in difficoltà tutti gli sciatori del territorio e le scuole di sci». «Qualcuno prima di noi voleva chiudere il Cotuge, liquidarlo – ha aggiunto Fioravanti. – Noi lo abbiamo preso, risanato e siamo riusciti, con ordinanze del commissario per la ricostruzione, ad ottenere un totale di 12 milioni di euro, grazie anche ai presidenti delle Regione Marche e Abruzzo, Acquaroli e Marsilio. Per la prima volta siamo riusciti a destinare una somma così importante sull’impianto di Monte Piselli. Nel frattempo, il progetto ora è passato nelle mani dell’Usr che sta lavorando per poter poi, entro il 30 marzo, come deciso in assemblea, avviare le procedure pubbliche con le relative coperture».

Le possibili soluzioni

«Ad oggi – ha sottolineato il sindaco – le possibili soluzioni sono tre. Secondo il progetto di fattibilità si prevede la cabinovia da San Giacomo al rifugio Pizi con intermedia a Tre Caciare, un impianto per cui ci sono 12 milioni e mancherebbero 1,3 milioni di euro. Quindi, o si trovano le risorse aggiuntive per procedere con il progetto complessivo, o aprire ad eventuale progetto di finanza con investitori privati attraverso esplorazione di mercato, oppure dividere l’intervento in due lotti e ripartire con la nuova seggiovia sopra, la sistemazione della strada e anche il rifugio. Ovviamente, noi speriamo nella prima soluzione che, estendendosi l’impianto di risalita da sotto a sopra, consentirebbe lo sviluppo turistico anche nel periodo estivo».

Il titolo

«Da presidente del Cotuge – ha concluso Fioravanti – devo dire che quest’anno sulla mia proposta di allungare nel frattempo la vita tecnica dell’impianto, non c’è stata disponibilità. Ecco perché ora abbiamo intitolato questo confronto “Liberiamo Monte Piselli”: da oggi il nostro obiettivo è avviare un nuovo percorso con la collaborazione di tutti. Anche con paralleli investimenti privati per attivare altri servizi. E dobbiamo anche ragionare sugli eventuali gestori, per garantire il mantenimento dei costi di un impianto così importante».

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