ASCOLI Tante le voci, gli interventi e le analisi dei numerosi presenti in sala. Persone che al di là di ruoli e visioni politiche hanno voluto esprimere il loro attaccamento e amore per la montagna ascolana. Oltre ad alcuni addetti ai lavori ed esperti, non sono mancate parole di condivisione e ipotesi mirate allo sviluppo di Monte Piselli.
Le voci
Il segretario provinciale del Pd, Francesco Ameli, dichiarando di parlare da appassionato della montagna, ha rimarcato il fatto di quella che può essere definita una ripartenza. «Penso che oggi (ieri, ndr) sia una data importante perché credo si sia tirata una linea. Di questo va dato atto, anche se non possiamo ignorare che in tutti questi anni la comunità non è stata aggiornata rispetto alle procedure messe in atto dal cda del Cotuge. Io vorrei fare un ragionamento di prospettiva. Tenendo conto di periodi di innevamento e altri fattori, c’è la necessità di mettere a punto un piano che dia evidenza anche alla gestione, per evitare che poi ci si ritrovi con delle strutture abbandonate a se stesse, con impianti dismessi. Non possiamo pensare di arrivare in quota senza pensare a un investimento concreto e serio su quello che è il nostro gioiello, il rifugio Pizi, valutando anche i necessari finanziamenti in tal senso. Così come ritengo sia necessario investire anche sul campetto». Sempre sugli investimenti necessari per valorizzare il rifugio e il campetto, chiedendo di individuare subito una soluzione per l’impianto, l’intervento di Francesco Viscione in rappresentanza dello Sci Club Ascoli. «Bisogna coinvolgere tutti gli operatori della montagna. E sono soddisfatto di questo. Però dobbiamo anche cercare di capire dove andremo. Per recuperare il tempo perduto credo sia importante decidere sin da subito quale debba e possa essere la soluzione. E dobbiamo cercare di realizzare il massimo perché è fondamentale che la montagna sia attrattiva tutto l’anno, non solo limitandoci alla stagione invernale».
Il risveglio
Pietro Adriani, assessore del Comune di Campli, ha sottolineato come «Campli ha vissuto un letargo di 20 anni per la montagna. Nonostante fosse socio del Cotuge. Dobbiamo ringraziare gli ascolani perché il Cotuge era destinato a fallire. Noi ci crediamo, ottenendo anche fondi per la montagna. Visto quanto sta succedendo, la Provincia di Teramo non rappresenta il Comune di Campli».
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