Tetto del mondo: «O cambia il progetto o niente resort». L’idea dello chef Patti bocciata anche alla Conferenza dei servizi

PESARO Cala il de profundis (almeno per ora) sul progetto di variante urbanistica per la demolizione e ricostruzione dell’ex ristorante Capanna del Marinaio a Casteldimezzo nell’iconica location del Tetto del Mondo. E’ quanto emerso dalla Conferenza di Servizi che ieri ha riunito i vari Enti competenti a esprimere prescrizioni e pareti sul progetto della Patti Corporation srl, società che fa capo allo chef pesarese Daniele Patti de lo Scudiero. Dalla Conferenza sono arrivati una serie di no: in pratica i vari Enti si sono allineati al parere negativo e vincolante già dato dal Consiglio dell’Ente Parco San Bartolo lo scorso 13 novembre. 

Le modifiche

Alla Patti Corporation proprietaria dei tre lotti di terreno del Tetto del Mondo, resta ora la possibilità di valutare con i suoi progettisti un nuovo progetto rimodulato nella sostanza, demolendo e ricostruendo così com’è ora, rispettando le norme di legge regionali, nazionali e il Piano del Parco. Il primo no è arrivato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e al Paesaggio per cui era presente l’architetto Licastro. Soprintendenza, che ha motivato il proprio diniego parlando di una procedura che andava sottoposta a Vas e di un progetto sovradimensionato in un’area del San Bartolo classificata in zona B e cioè fra le più fragili e tutelate.

L’ampliamento

In rappresentanza della Provincia era presente il dirigente ai Servizi Ambientali Pacchiarotti, che ha detto no all’ampliamento volumetrico dell’esistente, no allo strumento del Suap sportello unico per le attività produttive, anche nel caso della sola ricostruzione dal vecchio al nuovo in un’area come quella del Parco. Per il Comune hanno partecipato il dirigente del Suap Fattore e per l’Urbanistica l’ingegner Moretti, gli architetti Severini, Lucarini e l’architetto Liera per il servizio Edilizia Privata. Comune, che ha espresso tutta una serie di prescrizioni con la richiesta di modificare e adeguare alle normative e alle nuove indicazioni il progetto esistente. Il direttore dell’Ente Parco Zannini ha ribadito e motivato il diniego già dato a novembre scorso mentre il Genio Civile regionale ha fatto un lungo elenco, nel caso d’intervento del privato, di obblighi e opere a tutela della falesia e del sentiero del Tetto del Mondo (opere che ben si comprende avrebbero un peso di almeno dieci volte tanto rispetto al progetto). A rappresentare la Patti Corporation l’avvocato Saccomandi per lo studio legale Valentini e il tecnico Marconi.

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