MACERATA È morto nella sua abitazione, all’età di 88 anni, Silvio Craia, artista, scultore e pittore. Nato a Corridonia nel febbraio del 1937, è stato una figura centrale della vita culturale marchigiana. Con la sua scomparsa se ne va un protagonista dell’arte italiana del secondo Novecento e un interprete di una cultura vissuta come relazione, gioco e generosità. Considerato da molti “l’ultimo futurista”, Craia ha attraversato oltre settant’anni di ricerca artistica senza mai smettere di sperimentare.
Gli esordi
Si è formato all’Istituto d’Arte di Macerata. Dagli esordi legati all’Informale, il suo percorso lo portò negli anni Sessanta ad aderire al movimento Agrà di Sante Monachesi, quindi alla stagione delle Idrologie, realizzate con Giorgio Cegna ed Emilio Villa ed esposte anche alla Biennale, fino ai “Recuperi formidabili” e alle sculture pubbliche.
Celebre anche la sua poesia visiva e l’uso pionieristico di materiali come il plexiglas. Instancabile, Craia ha lavorato fino agli ultimi anni nel laboratorio di via Beniamino Gigli a Macerata. Accanto all’attività di pittore e scultore, è stato insegnante di educazione artistica alla scuola media Enrico Fermi di Macerata, lasciando un segno profondo come educatore. Fu inoltre sportivo e dirigente: tra i fondatori del baseball a Macerata, ricoprì incarichi nella Federazione. Il genero Rolando Mozzoni lo ricorda così: «A casa di Silvio non sono mai mancati colori e quaderni. Ha disegnato quasi fino alla fine, perché l’arte era il suo vero amore. Andava nelle scuole, spiegava il “suo gesto” creativo, aveva un legame speciale con i bambini, con le figlie e con i nipoti. Silvio era davvero un artista a 360 gradi». Profondamente toccante il ricordo del critico d’arte David Miliozzi: «Con Silvio se ne va un pezzo fondamentale della nostra storia e della nostra identità. Ha lasciato un segno indelebile in chiunque lo abbia conosciuto. È stato memoria, avanguardia, la sua luce ha illuminato un intero territorio». Anche il grande scenografo Dante Ferretti ha espresso cordoglio per la morte del suo storico amico Silvio Craia. Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli ha espresso il cordoglio della città: «Craia è stato autorevole esponente della cultura italiana e punto di riferimento nella vita sociale di Macerata». Da Corridonia l’assessore Massimo Cesca ricorda «il suo grande amore per la città e il desiderio di lasciare un’opera pensata per accogliere cittadini e visitatori», mentre l’attore e regista Maurizio Boldrini sottolinea «la sua disponibilità incondizionata e un’arte vissuta come gioco serio, irraccontabile, solo partecipabile».
Il legame
Il pittore corridoniano Silvio Natali affida il saluto ai ricordi comuni: «Mi mancheranno le nostre conversazioni sulla giovinezza e sulla nostra via Mollari. Ogni volta che passerò lì, mancherà una parte di me». I messaggi di cordoglio sono arrivati da tutto il territorio, a testimonianza di un’eredità che va oltre l’arte e riguarda il modo stesso di stare nella comunità. I funerali si terranno oggi alle 11.30 nella chiesa della Santa Madre di Dio a Macerata. Silvio Craia lascia la moglie Luciana e le figlie Maria Assunta e Alessandra.
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