Apm, l’ex gioiello in crisi: pochi autisti, meno corse e bus sempre più vecchi

MACERATA Una volta era un esempio virtuoso di gestione del trasporto pubblico locale. Negli ultimi anni, invece, il settore mobilità dell’Apm di Macerata ha subito una vorticosa caduta, con peggioramento dei servizi, flotta dei bus invecchiata e autisti sempre più difficili da reperire perché preferiscono andare a lavorare in altre aziende del settore. Poi tagli e accorpamenti di corse. C’è un momento preciso nel quale si è iniziata a registrare questa inversione di tendenza: il post Covid. La pandemia ha rivoluzionato il modo di vivere degli italiani e anche l’uso dei mezzi pubblici ha subito un drastico calo di utenza, dal quale fa fatica a risollevarsi. Soprattutto se non ci sono un vero e proprio piano industriale e una chiara visione di quello che dovrà essere in futuro il trasporto pubblico urbano.

 

La situazione

Negli ultimi tre anni il settore della mobilità pubblica dell’Apm è andato in sofferenza: sempre più bus vuoti, costi che restano alti e perdite d’esercizio, lavoratori e utenti che chiedono risposte alle loro istanze. In questo modo il futuro del servizio è sempre più a rischio: un grido di allarme lanciato anche dai sindacati, che chiedono urgentemente un confronto diretto con Comune e Apm per affrontare le tante problematiche sul tavolo. Questioni che, sottolineano gli stessi sindacati, vengono sempre rinviate o derubricate da chi gestisce il servizio di trasporto. Ieri mattina si è svolto un incontro a cui hanno partecipato Angelo Ceccarelli, segretario Filt Cgil, Giovanni Guglielmo, coordinatore Fit Cisl, Roberto Guazzarotti, segretario Faisa Cisal, ed i rappresentanti delle Rsu Fabio Fattinnanzi (Filt), Alessandro Merlini (Cisl) e Roberto Scarponi (Faisa). Presenti anche Rocco Gravina, responsabile della Cisl di Macerata, e Daniele Principi, segretario provinciale della Cgil. Il quadro prospettato dai sindacalisti è preoccupante perché vede un servizio urbano di trasporto pubblico in affanno, dove si riducono le corse: 12 linee pomeridiane tagliate e altre quattro hanno subito accorpamenti.

 

Le cifre

La Regione eroga all’Apm circa un milione e 250mila euro, che equivale a 1,56 euro a chilometro. A questa somma si aggiunge un contributo di 860mila euro che eroga il Comune di Macerata. Le organizzazioni che tutelano i lavoratori sono fortemente critici per il mancato rinnovo della flotta autobus e della mancanza di accordi sindacali di secondo livello. «Come emerge nella delibera comunale 432 dello scorso 14 novembre – afferma Gugliemo della Cisl -, si prevede un taglio netto di 12 corse negli orari pomeridiani e altre vengono accorpate. Viene giustificato come riorganizzazione per il periodo natalizio, in realtà è perché manca il personale. Scelte fatte in maniera unilaterale, senza alcun coinvolgimento dei lavoratori».

Dal canto suo Angelo Ceccarelli ha sottolineato che il parco degli autobus è oramai vetusto e l’organico sottodimensionato. Una situazione che peggiorerà con i futuri pensionamenti ad inizio 2026: mancheranno circa sei unità nella pianta organica dei conducenti. Ceccarelli evidenzia che in questo settore «l’Apm continua ad avere perdite di 400-600mila euro l’anno. Siamo preoccupati dal fatto che non ci sono risposte, prospettive e strategie industriali. Sempre meno persone usano i bus, quindi i ricavi da abbonamenti e biglietti sono modesti».

Source URL: http://corriereadriatico.it/macerata/macerata_apm_ex_gioiello_crisi_pochi_autisti_meno_corse_bus_sempre_piu_vecchi-9253283.html


Analyse


Post not analysed yet. Do the magic.