Medicina, seconda chance dopo la bocciatura: «Un sistema troppo stressante»
Gli studenti si sono ripresentati ieri per ripetere gli esami di Fisica, Biologia e Chimica

15 dicembre, 13:22
Secondo tentativo per gli studenti pugliesi alle prese con le prove di esame del semestre filtro per l’accesso al corso di laurea di Medicina e Chirurgia. Tanti i ragazzi che hanno partecipato, circa 2000 iscritti per la sola Università degli studi di Bari che ha svolto le prove in diverse sedi. Soprattutto chi, nella prima sessione del 20 novembre scorso, non ha raggiunto la sufficienza del 18 in una o tutte le tre materie di esame: Fisica, Biologia e Chimica.
Nuova chance per duemila
La prima tornata di esami ha visto risultati particolarmente bassi: a Bari in Biologia sono stati promossi in 600 su 2.113 candidati. Ancora meno i promossi in Chimica: solo 484. Ma tra gli studenti c’è anche chi, superato lo scoglio al primo colpo, ha voluto tentare di migliorare il voto precedente come Alessandra Quaranta che ieri mattina nella sede del Politecnico di Bari ha sostenuto nuovamente l’esame di Biologia: «Ho rifatto l’esame per cercare di migliorare il voto visto che avevo questa seconda possibilità – racconta – invece allo scorso appello ho accettato le valutazioni di Fisica e di Chimica. Spero che sia andata meglio della scorsa volta, adesso dovremo attendere il 23 dicembre per conoscere l’esito definitivo e poi gennaio per le graduatorie, ma già oggi pomeriggio verificherò le risposte quando usciranno le foto ufficiali delle prove». Un’attesa lunga che segue, per Alessandra, lo stress della preparazione per un semestre filtro che non ha convinto: «È un sistema molto stressante, io vengo già da un anno di Farmacia e ho vissuto l’ambiente universitario e posso assicurare che il semestre filtro non ha niente a che fare con il percorso di studi vero e proprio».
Anche stavolta, lo scoglio maggiore che gli studenti hanno dovuto superare è stato l’esame di Fisica, giudicato nuovamente il più difficile tra i tre. «Ho ridato tutti e tre gli esami, ma la prova di Fisica è stata la più difficile – sono le impressioni di Giulia Giannelli – se per Chimica e Biologia mi sento più sicura, Fisica non penso sia andata bene spero di aver raggiunto la sufficienza.
Questo è un sistema totalmente sbagliato a mio parere, troppa ansia e stress che non portano a una formazione adeguata per noi studenti che iniziamo il nostro percorso universitario. Il vecchio test di ingresso ti impegnava molto nei mesi della maturità, è vero, però ti dava la possibilità di iscriverti a un’altra facoltà a settembre in caso di bocciatura. Con il nuovo sistema invece perdi solo un anno intero perché se non superiamo anche solo una delle tre prove siamo fuori».
Della stessa idea è anche Giovanni Incampo, che ha dovuto sostenere nuovamente tutte e tre le prove: «Ho rifatto tutto, speriamo che sia andata meglio anche perché ero più preparato e ho vissuto tutta la mattinata con meno ansia rispetto alla volta scorsa. L’esame più difficile è stato quello di Fisica, alcune risposte non sono riuscito a darle e ho dovuto lasciarle in bianco. Era comunque molto meglio il test nella vecchia formulazione, perché ti dava la possibilità di provare diverse facoltà e poi decidere successivamente quale percorso realmente intraprendere. Adesso invece se non superiamo il semestre filtro perdiamo solo tempo».
Per chi non riuscirà a rientrare a Medicina, il percorso potrà proseguire con la graduatoria dei corsi affini come Biotecnologie o Farmacia, attesa a livello nazionale per il 3 febbraio. Questo canale dovrebbe permettere agli studenti esclusi di non perdere i crediti maturati durante il semestre filtro e di proseguire gli studi. La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, dopo le polemiche scoppiate in seguito ai pessimi risultato del primo appello, ha assicurato che la graduatoria sarà completamente riempita per scongiurare il rischio che per la prima volta ci siano più posti banditi degli effettivi studenti.
Il nuovo sistema rilancia, in ogni caso, l’antica polemica sull’opportunità o meno di sottoporre i futuri medici a un test di accesso, come spiega Davide Incampo, anche lui studente che ieri ha ritentato tutte e tre le prove di esame. «Sono contrario non solo a questo semestre filtro, ma a qualsiasi test di ingresso. Agli studenti dovrebbe essere concesso di intraprendere un percorso di studi secondo le proprie attitudini senza alcun paletto, anche perché la vera scrematura in base al merito in una facoltà come Medicina e Chirurgia avviene man mano che si sostengono gli esami. Pensavo che questo semestre filtro avrebbe portato una svolta positiva; invece, si sta rivelando solo un fallimento».
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