Alberi monumentali: lo studio svela l’età dei giganti del Salento

Alberi monumentali: lo studio svela l’età dei giganti del Salento

Alberi monumentali: lo studio svela l'età dei giganti del Salento
di Maurizio TARANTINO
3 Minuti di Lettura
giovedì 11 dicembre 2025, 05:00 – Ultimo aggiornamento:
15 dicembre, 13:21

Si saprà ben presto l’anno di nascita della quercia vallonea dei Cento Cavalieri di Tricase. L’albero-simbolo del Salento, da secoli protagonista della storia naturale e culturale della regione, è uno degli esemplari scelti per il nuovo progetto di datazione scientifica degli alberi monumentali pugliesi avviato dalla Società Botanica Italiana in collaborazione con il CEDAD dell’Università del Salento. 
La Vallonea non sarà l’unica. Nel Salento saranno analizzati anche il leccio monumentale di Vernole, la quercia frainetto di Botrugno e la quercia pubescente di Supersano, testimonianza dell’antica Foresta Belvedere. Tutti alberi che, per dimensioni e storia locale, sono sempre stati considerati secolari, ma mai finora sottoposti a metodi scientifici in grado di stabilirne con precisione l’età reale. 

I campionamenti

Accanto a questi siti salentini, il progetto prevede campionamenti su altri alberi emblematici della regione, come il Leccio dei Cappuccini di Vico del Gargano, unico caso pugliese in cui esiste documentazione certa della messa a dimora, ma anche i Tassi monumentali della Foresta Umbra e le Roverelle vetuste tra Monte Sant’Angelo, Martina Franca e le Murge. Nella lista regionale figurano inoltre querce autoctone come la Quercus trojana di Martina Franca, il ginepro ossicedro di Torre Guaceto, antichi castagni e lecci urbani di notevole valore paesaggistico diffusi tra Gargano, Murge, Salento e Arco ionico.
La datazione con radiocarbonio, dopo i primi prelievi nella Foresta Umbra, verrà estesa a tutte le province pugliesi, seguendo una selezione che rispetta la distribuzione geografica delle specie, l’habitat e la rilevanza ecologica.
«Per la prima volta in Puglia – spiega Francesco Tarantino, coordinatore del Gruppo di lavoro sugli alberi monumentali della Società Botanica Italiana – avremo un quadro scientifico oggettivo sulla longevità dei nostri alberi veterani. Non parliamo solo di curiosità storica: sapere quanto vive realmente una specie mediterranea significa comprendere meglio la sua risposta ai cambiamenti climatici, le sue capacità di adattamento e il valore ecologico che custodisce».
Il progetto pilota è finanziato dalla Sezione gestione sostenibile e tutela delle risorse forestali e naturali della Regione Puglia attraverso ARIF, e prevede la selezione di 25 piante da sottoporre ad analisi puntuale, scelte tra oltre 250 esemplari già classificati come monumentali. 
Lo studio è destinato a produrre un salto di conoscenza: fino a oggi l’età degli alberi monumentali veniva dedotta da osservazioni empiriche, con margini di errore significativi. I primi risultati potranno arrivare entro il primo semestre 2026, aprendo una nuova stagione per la tutela degli alberi “veterani” del patrimonio regionale. 
«Ogni albero monumentale è un archivio vivente – aggiunge Tarantino – e datarlo significa leggere dentro quel patrimonio, decifrare secoli di storia ambientale e umana, e restituire alla comunità la consapevolezza di custodire non solo un gigante verde, ma un vero frammento della nostra memoria naturale».

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Source URL: http://quotidianodipuglia.it/lecce/salento_alberi_monumentali_studio_universita_eta_quercia_vallonea-9237930.html


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