Terme, sfiorato il tutto esaurito ma gli alberghi in città rallentano: «Sotto l’aspettativa». Pesa la flessione della domanda dall’estero

Terme, sfiorato il tutto esaurito ma gli alberghi in città rallentano: «Sotto l’aspettativa». Pesa la flessione della domanda dall’estero

Buone le previsioni per il Capodanno. L’Appe: «Mille ristoranti già sold out»

mercoledì 10 dicembre 2025di Eugenio Garzotto

Terme, sfiorato il tutto esaurito ma gli alberghi in città rallentano: «Sotto l’aspettativa». Pesa la flessione della domanda dall’estero

PADOVA – Un ponte dell’Immacolata positivo ma non esaltante e un Natale e un Capodanno ancora tutto da decifrare. È questo finora il quadro che presenta il comparto alberghiero di Padova, all’avvicinarsi delle festività.

IL CENTRO CITTÀ

«Per l’Immacolata spiega Monica Soranzo, presidente di Padova Hotels gli hotel del centro cittadino di Padova hanno registrato un tasso di occupazione attorno all’80 per cento, mentre per altre aree siamo stati al di sotto delle aspettative. Per quanto riguarda invece Natale, San Silvestro e l’Epifania, le nostre dinamiche sono differenti da quelle di altre località turistiche della provincia, come le Terme.

A Natale molti hotel chiudono e riaprono il 31 dicembre. La clientela delle città d’arte come Padova tendenzialmente preferisce trascorrere la festività principale in famiglia, oppure in montagna. Anche per il Capodanno ci aspettiamo per ora un livello attorno all’80 per cento».

Va poi tenuto presente che sta sempre più prendendo piede la tendenza a prenotare all’ultimo minuto, per concedersi qualche giorno per visitare i molti siti di interesse storico e architettonico del capoluogo. «Anche quest’anno conclude Soranzo per il periodo delle feste ci attendiamo una prevalenza di ospiti italiani».

LE TERME

Ad Abano e Montegrotto gli albergatori respirano un’aria di cauto ottimismo. Anche per loro, il ponte dal 6 all’8 dicembre si è infatti concluso con un livello medio di presenze negli hotel del bacino euganeo pari all’85 per cento, con stabilimenti che in alcuni casi hanno sfiorato il tutto esaurito. E sempre con la clientela italiana a fare la parte del leone. La Federalberghi euganea spera di ripetere il risultato a Natale e Capodanno. Ma ciò non toglie che sul principale comparto economico del territorio continuino ad addensarsi nuvole scure. «Ci troviamo da anni a fare i conti con una contrazione del periodo di permanenza dei nostri ospiti continua a ribadire il presidente dell’associazione di categoria, Walter Poli – Al massimo si fermano per due, tre giorni».

Una dinamica oramai consolidata che incide in maniera pesante sulla redditività delle imprese. Altra dolente nota, la pesante flessione della domanda estera, soprattutto da parte dei mercati tradizionali di Germania, Austria e Svizzera. Da qui la richiesta, avanzata recentemente alle amministrazioni pubbliche del bacino euganeo, di fare maggiormente “rete”, soprattutto sul fronte della promozione sia in Italia che all’estero.

I RISTORATORI

Per quanto riguarda l’andamento delle prossime festività in termini di arrivi e presenze, Poli si attende comunque un risultato confortante. «Non siamo ancora in possesso dei numeri definitivi dichiara il titolare dell’Hotel Tritone di Abano Terme ma ci aspettiamo una risposta della clientela in linea con il 2023 e il 2024, quando, soprattutto a Capodanno, registrammo il sold out in quasi tutti gli alberghi». «Per Natale siamo in questo momento al 50 percento delle prenotazioni spiega Aldo Buja, titolare dell’Hotel Ariston Molino di Abano, uno dei più “gettonati” del comprensorio termale Per il Capodanno contiamo di attestarci al 70 percento, sperando di toccare il tutto esaurito con il “last minute”. Siamo insomma sulla stessa linea dei due anni passati. Ci sono però anche alcuni alberghi che hanno già chiuso e riapriranno con il nuovo anno».

In linea generale, la previsione è di un’occupazione della camere a Natale in media di oltre l’85 per cento, con un picco superiore al 90 a Capodanno, e più contenuta, com’è oramai consuetudine, nei giorni dell’Epifania. Un discorso a parte meritano i canonici pranzo di Natale e cenone di Capodanno. «Fra ristoranti e pizzerie parliamo di circa un migliaio di locali in tutto il Padovano spiega Filippo Segato, segretario provinciale dell’Appe per Natale siamo già al tutto esaurito per almeno 9 attività su 10. Con i prezzi, da 50 a 70 euro a persona, invariati rispetto all’anno scorso. Per Capodanno, in cui sono un po’ più elevati, è ancora troppo presto per numeri definitivi. Una curiosità di quest’anno conclude è che finora una ventina di attività nel settore della ristorazione accetteranno prenotazioni per la sera di Natale e per il pranzo del primo dell’anno. Questo per far fronte a richieste in controtendenza rispetto alle abitudini».
 


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