Micalizzi, conto alla rovescia per l’addio a Palazzo Moroni: il 16 dicembre sarà a Venezia per la seduta del consiglio regionale
Da quel momento il vicesindaco avrà a disposizione 10 giorni per presentare eventuali riserve rispetto all’obbligo di dimettersi da assessore
mercoledì 10 dicembre 2025di Alberto Rodighiero

PADOVA – Scatta il conto alla rovescia per l’addio di Andrea Micalizzi a Palazzo Moroni. Il 16 dicembre è in programma a Palazzo Ferro Fini la prima seduta del nuovo consiglio regionale e in quell’occasione l’attuale vicesindaco farà il suo debutto a Venezia tra i banchi dell’opposizione.
Da quel momento Micalizzi avrà a disposizione 10 giorni per presentare eventuali riserve rispetto all’obbligo di dimettersi da assessore.
Se entro il giorno di Santo Stefano (26 dicembre) non saranno accettate (o non saranno presentate) eventuali riserve rispetto all’incompatibilità tra i due ruoli, il numero due di Palazzo Moroni avrà a disposizione altri 10 giorno per rassegnare le sue dimissioni. Insomma entro l’Epifania Micalizzi dovrà fare la sua scelta. Fino qui la teoria. In pratica, però, i tempi sarebbero destinati ad essere più rapidi.
L’ACCORDO
Già la settimana prossima, infatti, il sindaco Sergio Giordani sarebbe intenzionato a nominare il sostituto del neo consigliere regionale Dem. Nonostante le tensioni dei giorni scorsi, a quanto pare si sarebbe deciso di far ricadere la scelta sull’ex sindaco di Noventa Padovana, Alessandro Bisato. Un’operazione figlia dell’accordo tra i sostenitori del vicesindaco uscente e l’ala cattolica del partito che ha portato al ticket tra il vicesindaco e l’ex prima cittadina di Rubano, Sabrina Doni.
LA REDISTRIBUZIONE
Nel frattempo si sarebbe già deciso di spacchettare le deleghe che, ad oggi, fanno capo a Micalizzi. Quasi sicuramente a essere nominato vicesindaco sarà l’attuale assessore al Commercio, Antonio Bressa. Al nuovo assessore, invece, dovrebbero andare i Lavori pubblici. L’Edilizia comunale, per esempio, potrebbe andare a Bressa. Tutto il pacchetto legato alle Mura, invece, potrebbe essere assegnato al titolare della Cultura, Andrea Colasio. Il Patrimonio non è escluso possa andare all’assessore all’Urbanistica.
La Protezione civile, poi, potrebbe passare alla titolare del Personale Margherita Cera. Quello che è certo è che, anche in questo caso, non si tratterà di un avvicendamento indolore. Non è, però, una novità. Nel 2020, infatti, quando Giordani ha dovuto sostituire un altro vicesindaco in partenza per Venezia, in quel caso Arturo Lorenzoni, non mancarono le polemiche. Il motivo? La scelta ricadde su Ragona, che era stato candidato con Coalizione civica. E Micalizzi (Pd) diventò vicesindaco.
IN PROVINCIA
L’ingresso a Palazzo Moroni di Bisato avrà, però, delle ripercussioni anche in Provincia dove l’ex primo cittadino di Noventa dovrà rassegnare le dimissioni. Al suo posto, a debuttare sarà la prima tra i non eletti nelle fila del Pd, ovvero la consigliera di Cittadella Laura Frigo a cui, però, non è scontato vadano in eredità le deleghe in primis quella all’Edilizia scolastica attualmente in mano a Bisato. Nel frattempo il centrosinistra è già al lavoro per restare in maggioranza in Provincia quando si dovrà eleggere il novo presidente, l’anno prossimo.
Già in occasione del rinnovo del consiglio provinciale (marzo 2024) è apparso chiaro che il centrodestra avrebbe avuto i voti necessari per governare da solo. Da qui la suggestione di affidare la presidenza al leghista Daniele Canella (vicepresidente e da sempre vicino a Roberto Marcato) che non avendo particolari vincoli con l’ala salviniana del partito, non avrebbe alcun problema a guidare una maggioranza con al suo interno il Pd. Tra le altre cose, Canella a fine ottobre è stato clamorosamente lasciato fuori dalle liste regionali del suo partito. In favore di un’ipotesi di questo tipo c’è anche il fatto che, rispetto a marzo 2024, il Comune di Selvazzano è passato al centrosinistra e questo andrebbe a tutto vantaggio del Pd.
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