San Benedetto, molesta palpeggia una donna ma non sa che è una poliziotta: dopo la fuga scatta l’arresto. Il precedente della rissa con…

SAN BENEDETTO – Molesta e palpeggia una donna che si trovava in compagnia della sorella e scappa: ma stavolta gli va male perché una è un’agente della polizia penitenziaria che chiama i carabinieri e lo fa arrestare. Era il primo pomeriggio di martedì quando le due donne stavano tranquillamente passeggiando in via Ulpiani, nei pressi del Comune nuovo, quando l’uomo si è avvicinato portando a termine la sua aggressione sessuale per poi allontanarsi, come se nulla fosse.  

Ma la poliziotta non si è ovviamente persa d’animo. Ha continuato a seguirlo con lo sguardo mentre chiamava il 112 dei carabinieri: gli uomini al comando del maggiore Francesco Tessitore sono intervenuti immediatamente e, dopo un breve inseguimento, lo hanno portato in caserma per gli accertamenti.

I controlli

È emerso che l’uomo che si è reso responsabile dei soprusi è uno straniero che, già nello scorso mese di maggio si era già reso responsabile di una rissa per futili motivi, un violento episodio divampato nei pressi della Caritas diocesana di via Montagna dei Fiori dove si era battuto con altri due soggetti e, nella colluttazione, era spuntato anche un coltello. Era per questo stato sottoposto alla misura cautela dell’obbligo della presentazione alla polizia giudiziaria a seguito del periodo di carcerazione che, pure, aveva scontato. In questa occasione si è invece accanito su due donne che passeggiavano tranquillamente. La conseguenza del suo comportamento è stata quella di finire nella camera di sicurezza del comando dei carabinieri a causa delle immediate e urgenti attività investigative, condotte sotto la direzione della Procura di Ascoli che hanno consentito di dichiararlo in stato di arresto per finire poi, ieri, innanzi al gip tribunale di Ascoli per l’udienza di convalida e la eventuale conseguente applicazione di misura detentiva.

Solidarietà dal Siulp

Un episodio che scuote la comunità sambenedettese e che ha anche convinto anche il sindacto Siulp a una presa di posizione : «Esprimo, a nome del Siulp – dice Benedetto Fanesi – la massima solidarietà alla collega della polizia penitenziaria, libera dal servizio, che è stata molestata. Quanto avvenuto, pur rappresentando un monito a mantenere alta l’attenzione sul tema della sicurezza, è da ritenersi un evento isolato. L’aumento dei dispositivi preventivi di controllo del territorio e di prevenzione generale messi in campo dal questore e dal prefetto, unitamente al percorso già avviato per il potenziamento dell’organico del commissariato, su cui il Siulp ha sempre dimostrato massima sensibilità, vanno nella direzione auspicata. Servono ulteriori sforzi, ma l’azione complessiva intrapresa, che il Siulp monitora costantemente per la tutela dei colleghi e per il bene della collettività, al momento è coerente con gli obiettivi di sicurezza prefissati».

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