Riccardo Rocco morto travolto da un’onda a Lanzarote, i genitori: «La pesca era la sua vita, doveva tornare per Natale»
Mamma Francesca e papà Angelo: «Sapeva nuotare bene, chissà se mi ha chiamato mentre era in mare»
mercoledì 10 dicembre 2025di Lorena Levorato

VIGONZA (PADOVA) – «L’ultima volta che ho sentito Riccardo è stato domenica, quando ci ha mandato un messaggio vocale e alcune foto con i pesci che aveva pescato quel giorno.
Poi basta, nulla. Siamo devastatati». Francesca Casanova e Angelo Rocco, aspettavano Riccardo a casa il 18 dicembre, in tempo per Natale che quest’anno sarebbe stato festeggiato, tutti insieme, a pranzo a casa del fratello Alberto.
Nella loro casa di via Isonzo, a Codiverno, l’atmosfera delle feste è rimasta sospesa: qualche luce, un albero di Natale e altre piccole decorazioni. A terra, in un angolo vicino alla porta d’ingresso, ci sono altri addobbi che la coppia avrebbe usato per finire gli allestimenti proprio in questi giorni. Ma quella telefonata di lunedì sera dalle Canarie ha congelato tutto. Tranne i loro cuori: sebbene sopraffatti da un indicibile quanto inatteso dolore, sono pieni di quell’amore incondizionato che solo una mamma e un papà sanno avere per i loro figli.
LE PAROLE
Francesca e Angelo riescono a trovare le parole più belle ed emozionanti per raccontare di Riccardo, ultimo nato dopo Silvia, 47 anni, e Alberto, 43. «Riccardo era tanto legato a noi e alla sua famiglia dice ancora mamma Francesca Quando era in viaggio ci aggiornava sempre sulle sue giornate; era un ragazzo dal cuore buonissimo, sempre gentile e disponibile. Era un ragazzo solare, felice, vivace. Diceva sempre di sì, anche se gli costava fatica, anche se era difficile. “Faccio io”, “sì, sì, nessun problema” Questo era il nostro Riccardo. Aveva molti amici e li accettava anche con i loro difetti; non l’ho mai sentito criticare nessuno di loro. E poi era simpatico e scherzoso. Ci riempiva le giornate, la vita».
La morte improvvisa di Riccardo ha scosso parenti, amici e conoscenti in paese, che in queste ore stanno manifestando vicinanza e cordoglio alla famiglia. Tra loro anche il parroco don Fernando Fiscon. «La pesca era la sua vita dice papà Angelo che ha trasmesso la passione al figlio Aveva un’attrezzatura molto ricercata e di valore, e se l’era portata in viaggio alle Canarie. Oltre a essere un gran bravo ragazzo, Riccardo era bello, dentro ma anche fuori. Non doveva capitargli una cosa del genere. E non doveva capitare a noi un dolore così».
FRATELLI IN VOLO
Mentre parlano, mamma e papà tengono sott’occhio il cellulare; da un momento all’altro aspettano la telefonata di Alberto e Silvia, partiti alle 13 con un volo diretto a Lanzarote per poter vedere loro fratello e procedere con il riconoscimento. I fratelli si occuperanno anche di seguire la procedura per il suo rimpatrio. «I miei figli soffrono tantissimo e Alberto l’ha proprio presa male interviene mamma Francesca Tra loro e Riccardo c’era una bella differenza di età e quando è nato lor erano grandicelli: se lo sono coccolato tantissimo, giocavano sempre insieme e ancora adesso avevano un forte senso di protezione verso di lui. Prima che partissero per le Canarie ho dato a mia figlia Silvia alcuni abiti per vestire Riccardo perché in viaggio non si era portato molto, per lasciare spazio alla sua attrezzatura da pesca: la sua felpa preferita e ultimo paio di jeans nuovi che si era comprato poco prima di partire. Non riesco ancora a rendermi conto che la sua vita si è fermata così, su quegli scogli. Stanotte, che ho passato insonne, avevo un pensiero fisso in testa: “chissà se Riccardo mentre era in mare mi ha chiamato”, “quale sarà stato il suo ultimo pensiero”. Tra l’altro Riccardo sapeva nuotare e l’onda dev’essere stata moto forte per portarselo via così. Domande che mi rimbalzano in testa di continuo».
È probabile che prima del nulla osta per il rientro in Italia della salma, l’autorità giudiziaria spagnola disponga l’autopsia sul corpo di Riccardo.
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