Messa di Natale in tribunale, ma i legali: «Questo è tempio di laicità»

Messa di Natale in tribunale, ma i legali: «Questo è tempio di laicità»

La mail è arrivata alcuni giorni fa nelle caselle di posta elettronica di tutto il personale in servizio in procura e in tribunale a Padova

giovedì 11 dicembre 2025di Nicola Munaro

Messa di Natale in tribunale, ma i legali: «Questo è tempio di laicità»

PADOVA – La mail è arrivata alcuni giorni fa nelle caselle di posta elettronica di tutto il personale in servizio in procura e in tribunale a Padova. Ma anche agli indirizzi elettronici dei rappresentanti degli avvocati del foro cittadino. A mandarla è stata la segreteria amministrativa della procura, su iniziativa del procuratore capo di Padova, Angelantonio Racanelli: “Si comunica per chi fosse interessato che in occasione delle festività natalizie venerdì 19 dicembre alle ore 12.30 nell’aula Bettiol al piano terra sarà celebrata la santa messa da padre Antonio Ramina, rettore della basilica del Santo.

Cordiali saluti”.

In pratica un invito a messa. In un’aula di tribunale che tra una settimana (poco più) verrà trasformata in un luogo dove portare a termine una funzione religiosa. È bastata la ricezione della mail per far serpeggiare più di un malumore tra i corridoi del palazzo di Giustizia. Non tanto si vocifera per l’invito alla partecipazione alla celebrazione eucaristica ma per l’opportunità di far sì che il tavolo di un giudice si trasformi in un altare.
«È una cosa del tutto eccezionale ha commentato la presidente del tribunale, la giudice Caterina Santinello Il tribunale fa sempre qualche iniziativa in occasione delle festività natalizie, ci saranno anche degli studenti che verranno e proporranno uno spettacolo all’interno delle aule di giustizia, che si stanno sempre più aprendo al mondo della società civile. Questa proposta si inquadra in questo solco, considerando anche che si sta concludendo l’Anno Santo del giubileo», ha concluso la presidente.

LE TOGHE

Più scettici, invece, gli avvocati padovani, che nei loro ragionamenti mettono in contrapposizione la laicità del luogo, il tribunale, con l’atto di fede di una celebrazione religiosa.
«Non capisco cosa c’entri la celebrazione di una messa in quello che è il tempio della laicità è sbottato l’avvocato penalista Gianni Morrone, presidente emerito della Camera penale “Francesco de Castello” di Padova Quando l’ho saputo non ci volevo credere, pensavo ci fosse stato un errore. Vorrei capire cosa c’entra un posto dove si ragiona su fatti e sulle prove e si spera nella laicità della giustizia con un gesto che ha a che vedere con la sola fede».
Linea sposata anche dall’attuale presidente della Camera penale, l’avvocato Paola Rubini: «Mi lascia perplessa l’idea di celebrare un atto religioso nel luogo più laico che c’è, un tribunale dove non ci sono simboli religiosi, e quelli che c’erano sono stati tolti nel rispetto di tutte le persone che lo frequentano». Per la presidente c’era anche un’altra possibilità, quella di invitare il personale della giustizia in un tempio vicino allo stesso palazzo di via Tommaseo. «Probabilmente non è stato preso in considerazione che in tribunale non si giura più sulla Bibbia, sul Signore e sul Vangelo da anni, ed è giusto che sia così ha concluso l’avvocato Rubini C’era a due passi la chiesa della Pace che poteva ospitare una celebrazione simile. Può essere anche un’idea, quella della messa, ma il tribunale non è luogo deputato alla celebrazione di un atto di fede».


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