Alberi, dal Comune le linee guida sugli abbattimenti e per chiedere le contro-perizie. La pericolosità supera la storicità: i criteri
Palazzo Moroni ha pubblicato un prontuario dopo le aspre polemiche registrate a più riprese negli ultimi anni
giovedì 11 dicembre 2025di Alberto Rodighiero

PADOVA – Dopo le tensioni dei mesi scorsi legate agli abbattimenti di alcuni alberi in città, il Comune tende la mano ai comitati e pubblica le linee guida da seguire per chi contesta le motoseghe comunali. Ma per salvare un albero non saranno ammesse valutazioni di natura esclusivamente estetica o storico-ambientale.
La vicenda legata al cedro di Santa Croce ha sollevato polemiche che sono andate avanti per mesi e, alla fine, Palazzo Moroni ha deciso di graziare la grande pianta a due passi dal Santuario di San Leopoldo. Da questo punto di vista fondamentali sono state, oltre alle proteste dei residenti, le perizie presentate dai comitati. Proprio per evitare che estenuanti braccio di ferro si ripetano in futuro, il Settore Verde ha deciso di correre ai ripari mettendo nero su bianco un prontuario a cui fare riferimento in caso di contestazioni legate all’abbattimento di qualche pianta.
Il vademecum
«È necessario – si spiega nella determina che ha dato il via libera al provvedimento – mantenere lo stato funzionale del patrimonio arboreo comunale nelle diverse tipologie (alberi stradali, alberi all’interno di strutture scolastiche, alberi nei parchi, alberi in aree golenali, alberi in aree cimiteriali, alberi in cortili interni edifici comunali) attraverso interventi urgenti, finalizzati a prevenire ed evitare possibili situazioni di degrado statico, funzionale e agronomico e prevenire situazioni critiche in concomitanza con referti negativi, relativi alla propensione al cedimento. È necessario procedere alla rimozione delle alberature che causano grave rischio per l’incolumità pubblica». «In alcuni casi – si legge ancora – qualora gli interventi di abbattimento producano incomprensioni con i cittadini, risulta necessario garantire la massima trasparenza e procedere ad un eventuale contraddittorio tecnico.
La partecipazione svolge un ruolo essenziale di leva strategica per creare un rinnovato senso di fiducia nelle istituzioni e proporre una nuova relazione tra pubblico e privato. In questa fase la priorità è senza dubbio il coinvolgimento della comunità. Affinché questo possa accadere, è fondamentale garantire informazione, comunicazione e partecipazione ampia, puntuale e inclusiva sul contributo e l’impatto della gestione del verde nel nostro territorio».
Come si interviene
Ma cosa prevede il nuovo regolamento “Salva alberi”? Come prima cosa entro 30 giorni dalla pubblicazione di un abbattimento ed entro una settimana nel caso di pubblicazione di abbattimento urgente, qualora un cittadino, affiancato da un professionista abilitato ed iscritto all’Ordine dei dottori Agronomi e Forestali, nel caso ritenesse invalida o incompleta la valutazione di stabilità pubblicata potrà chiedere al professionista scelto di contattare gli uffici del Settore Verde al fine di confrontarsi con il tecnico responsabile della perizia in merito alle ragioni che lo hanno indotto a formulare la diagnosi. Successivamente dovrà dimostrare, con dovizia di particolari ed una spiegazione di carattere tecnico-scientifico, che la perizia originaria è manchevole di qualche analisi o che i risultati espressi condurrebbero a considerazioni diverse da quelle formulate dal tecnico. In alternativa dovrà chiedere agli uffici tecnici il permesso di eseguire la controperizia sulle piante di proprietà ed in gestione all’amministrazione.
«La valutazione di stabilità dovrà essere eseguita nel rispetto della letteratura e dei protocolli riconosciuti a livello nazionale, adottando uno dei metodi codificati e descritti nella bibliografia tecnica e scientifica si precisa nelle linee guida Inoltre, deve tener conto sia delle caratteristiche del sito di radicazione che delle peculiarità stazionali in cui l’albero vive». Gli interventi prescritti dai ricorrenti dovranno essere esclusivamente finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e/o al mantenimento dello stato di salute della pianta, compatibili con le buone pratiche arboricolturali. «Nel caso in cui le condizioni di pericolosità non siano mitigabili attraverso specifici interventi colturali, la valutazione di stabilità è lo strumento idoneo ad individuare la necessità di procedere all’abbattimento dell’albero si spiega infine Non fanno parte dei giudizi esprimibili nell’ambito della valutazione di stabilità le valutazioni basate su criteri estetici, paesaggistici ecologico-ambientali o relativi a valutazioni estimative legate ad esempio al valore ornamentale o al valore di servizio (legato all’età) di alberate urbane». Insomma, se mette a rischio l’incolumità dei passanti anche una pianta secolare può essere abbattuta.
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