La bussola: nata per il feng shui detta la rotta all’umanità

Guai, come si suol dire, a perderla. E averla trovata – o meglio: inventata – è uno di quei passi che orientano la storia. Un po’ come accade oggi per tante intuizioni che accelerano il nostro tempo, anche la bussola è da attribuire ai cinesi, ed è nel novero delle quattro invenzioni del Paese del Dragone che hanno segnato uno spartiacque (le altre sono carta, stampa e polvere da sparo).

Altra epoca: siamo tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C. Inizialmente adoperata per allineare gli edifici in ossequio al feng shui, soltanto tra il 1100-1200 la bussola verrà applicata alla navigazione, per poi poco dopo sbarcare in Europa.

Senza bussola, non sarebbero stati possibili i viaggi transoceanici e la stessa aviazione non avrebbe fatto rapidi passi da gigante. Il principio di base sfrutta il campo magnetico terrestre. Basta un metallo magnetico che s’allinea in modo tale da consentire a una delle estremità di puntare i poli: l’ago è fissato su un perno e la punta è attratta dal nord. Sono stati i marinai amalfitani a perfezionarla, supporto fondamentale per i viaggi in Egitto e in Siria.

Permangono dubbi su chi l’abbia realmente introdotta in Occidente: gli arabi, probabilmente, lungo l’antica Via della Seta. I successivi aggiustamenti hanno poi reso la bussola quasi del tutto indipendente dai movimenti della nave e da qualsiasi influenza esterna. L’ago è strettamente collegato alla rosa di lettura, che indica i punti cardinali, ed è isolato da materiale trasparente.

Prima che la bussola rivoluzionasse il senso d’orientamento, nessuna nave s’avventurava in alto mare oltre il Mediterraneo e in profondità negli oceani, e gli unici appigli erano i riferimenti naturali: montagne, isole, corpi celesti. Oppure c’era l’astrolabio, antenato della bussola: calcolava la posizione di sole e astri a seconda di giorno e ora. Curiosità a margine: Flavio Gioia di Amalfi è stato erroneamente ritenuto il padre europeo della bussola nel XII secolo, ma non c’è alcuna traccia. La bussola è stata certo cruciale per lo sviluppo della navigazione, ma restava comunque imperfetta perché condizionata da campi magnetici prossimi e perché l’ago è sensibile a forze terze. Ma la sua impronta resta indelebile. Anche per gli evoluti successori, a cominciare dal Gps. 

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