Strade e reti, le infrastrutture civili durano più a lungo se sono monitorati dall’IA

Fondata nel 2017 dai fratelli Massimo e Matteo Penasa, a Bolzano, la Pmi innovativa Caemate ha sviluppato una piattaforma per il monitoraggio e la manutenzione predittiva delle infrastrutture civili, in grado di verificare in tempo reale lo stato di strade, ponti e gallerie.

L’azienda, che oggi contribuisce alla messa in sicurezza di 400 infrastrutture in Italia e all’estero, è stata premiata da Tim nell’ambito della TimSmart Infrastructure Challenge. Alla challenge hanno partecipato oltre 100 aziende, start-up, scale-up e Pmi innovative, sia italiane che internazionali. Le società vincitrici accederanno a un percorso di collaborazione tecnologica, commerciale o di ricerca con Tim Enterprise e i suoi partner, che ne accelererà la crescita sul mercato. Oggi l’intelligenza artificiale, i sensori intelligenti e le tecnologie di robotica e droni, supportate da connessioni 5G ad alte prestazioni ed evolute soluzioni di cybersicurezza, rappresentano un importante motore di sviluppo, in grado di ridisegnare le reti energetiche, idriche e stradali italiane, e di ridurre fino a un terzo i costi di gestione e manutenzione delle opere civili.

La conferma arriva dal nuovo rapporto “Smart Infrastructure” realizzato dal Centro studi di Tim, in collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center, Osservatori 5G & Connected Digital Industry e Internet of Things del Politecnico di Milano e Comtel Innovation. Secondo lo studio condotto da Tim, i sistemi di monitoraggio intelligente possono prevenire fino al 27% dei crolli delle strutture più vetuste e ridurre del 31% i costi complessivi di gestione delle reti stradali (gallerie, ponti, strade) e di altre opere civili. In questo modo la vita delle infrastrutture si allunga notevolmente. E i benefici economici per il Paese sono enormi: sulla base degli investimenti previsti nel quinquennio 2026-2030, dall’indagine viene fuori che è possibile raggiungere un risparmio complessivo di oltre 54 miliardi di euro nella vita utile delle nuove infrastrutture critiche. «Così l’Italia diventerà una smart land», spiega Elio Schiavo, chief enterprise and innovative solutions officer di Tim. «La sfida digitale delle infrastrutture italiane – aggiunge – non è più rinviabile. Sono la spina dorsale dello sviluppo economico del Paese. Investire nella loro digitalizzazione significa garantire sicurezza, efficienza e sostenibilità».

IL RISPARMIO

Nelle reti elettriche l’uso dei sensori IoT e delle piattaforme di gestione avanzate permettono di ottimizzare la distribuzione e di ridurre le perdite, abbattendo i costi complessivi di quasi 700 milioni di euro l’anno, così suddivisi: 530 milioni di euro anno in termini di riduzione delle perdite tecniche e gestione dei picchi, a cui si sommano 140 milioni di euro di risparmio annuo indotto da un uso virtuoso dell’energia da parte dei consumatori grazie ai contatori intelligenti. Inoltre, la trasformazione delle reti elettriche dal modello centralizzato a quello smart grid consentirà sempre di più di integrare l’utilizzo di energie da fonti rinnovabili. Nel settore idrico, avverte lo studio, la sfida è ancora più urgente: le perdite d’acqua toccano circa il 42% a livello nazionale, con punte superiori al 55% nel Mezzogiorno. Con smart meter e sistemi di monitoraggio e gestione avanzati, l’Italia può generare risparmi in questo campo pari a 10,4 miliardi nell’arco temporale 2026-2030. Tra i vincitori della TimSmart Infrastructure Challenge figura anche PipeIn, startup che combina robotica modulare, sensori avanzati e intelligenza artificiale per ispezionare tubature, condotte e gallerie. Hermes Bay, con sede nella Capitale, propone invece una soluzione innovativa capace di simulare scenari di crisi su infrastrutture critiche e di fornire strumenti per la gestione operativa degli incidenti informatici. Un’altra impresa romana uscita vincitrice dalla challenge è Titan4, grazie alla sua piattaforma di osservazione e monitoraggio della superficie terrestre che integra dati satellitari con quelli provenienti dal suolo.

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