La viticoltura eroica guarda al futuro e indossa la tecnologia hi-tech. Sono al via da questa settimana, sulle colline del Conegliano Valdobbiadene, i primi test per l’uso di esoscheletri nei lavori in vigneto per la potatura invernale.
Una rivoluzione per un settore dove la manualità è sempre stata una prerogativa essenziale e quasi obbligata, viste le pendenze anche fino a 30% dei vigneti, ma ormai necessaria. I disturbi muscoloscheletrici rappresentano un costo economico rilevante per le aziende agricole.
Presentati durante l’edizione 2024 di “Vite in Campo” a Col San Martino e poi anche nell’edizione 2025 a Susegana, con dimostrazioni pratiche, adesso gli esoscheletri diventano realtà operativa grazie al progetto hi-tech in fibra di carbonio e motori. Parte infatti ufficialmente la fase operativa del progetto Valorive, guidato dal Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, che inizierà una sperimentazione all’avanguardia, della durata biennale, che prevede l’uso dell’esoscheletro semi-attivo nel lavoro quotidiano in vigna.
Rispetto ai primi prototipi presentati l’anno scorso, che mostravano soluzioni meccaniche basate su molle e barre in carbonio per scaricare il peso, ora il salto tecnologico è netto.
I nuovi modelli oggetto del test integrano batterie e sensoristica avanzata. Non si tratta più solo di ridistribuire il carico passivamente, ma di una tecnologia “semi-attiva” che assiste il movimento, alleggerendo la zona lombare e le spalle per trasferire lo sforzo sugli arti inferiori. L’obiettivo è duplice: preservare la salute dell’operatore e garantire la sopravvivenza di un’agricoltura che, su queste Rive, richiede ancora un massiccio intervento manuale.
LO SCENARIO
«L’impegno è trovare soluzioni tecnologiche per dare un supporto fisico all’agricoltore, specialmente dove la pendenza rende faticosa anche la gestione delle buone pratiche agronomiche», spiega Valerio Nadal, presidente di Condifesa Tvb. I test serviranno a capire quanto questa “armatura intelligente” possa realmente abbattere la fatica e prevenire i disturbi muscolo-scheletrici.
La tecnologia diventa così l’alleata necessaria per evitare la fuga di manodopera, soprattutto giovanile, dalle zone più impervie. Come sottolineato durante le presentazioni tecniche, l’innovazione corre veloce: i modelli odierni puntano a essere sempre più leggeri e con maggiore autonomia rispetto al passato.
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