Cultura, la spesa familiare in Puglia è di 93 euro al mese: Taranta al top degli eventi
I dati dell’osservatorio Impresa Cultura Italia-Confcommercio–Swg presentati all’Istituto Treccani. Sui consumi la regione fa eccezione rispetto al resto del Sud. Bray: «La politica dovrebbe investire di più»

20 dicembre, 17:25
La “ Notte della Taranta ” è considerata dagli italiani simbolo di cultura ed identità nazionali, quasi al pari di Mostra del Cinema e Biennale di Venezia e Arena di Verona Opera Festival. Ad attestarlo è l’osservatorio di Impresa Cultura Italia-Confcommercio–Swg, sui consumi culturali, presentato all’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani.
Lo studio
Secondo l’analisi condotta su un campione composto da 1059 cittadini tra i 18 e 74, quest’anno la spesa media mensile in cultura delle famiglie italiane è cresciuta e sfiora i 100 euro; è aumentato però anche il divario territoriale: al Nord si spendono 113 euro contro i 74 del Meridione. Fa eccezione la Puglia dove, negli ultimi 12 mesi, la cifra media per nucleo familiare investita in prodotti culturali è stata di 93,2 euro e per la gran parte riguarda l’acquisto di biglietti per il cinema o per concerti dal vivo, visite a mostre e musei, acquisto di libri, sia in formato cartaceo sia in formato digitale, e fruizione di contenuti televisivi su piattaforma.
Trend in calo per quotidiani e riviste, soprattutto nella forma cartacea e a pagamento. Il 66% dei pugliesi partecipanti al sondaggio, inoltre, ha dichiarato di usufruire di weekend culturali, soggiornando in strutture private a beneficio dell’intera filiera turistica. Questa formula è ritenuta particolarmente attrattiva da 2 italiani su 3 nella rilevazione nazionale del 2024 e proprio in Puglia riscuote un successo ancora superiore. Sia che si tratti di un weekend da regalare che per un dono ricevuto, opzione maggiormente apprezzata dal campione, il 7,1% rispetto al 6,7% nazionale. Soprattutto nella provincia di Bari dove la percentuale raggiunge il 7,4%. Stando ai dati nazionali la novità dell’Osservatorio 2025 riguarda l’idea che la cultura, ormai fortemente legata agli eventi dal vivo, sia vista sempre più come strumento che migliora la percezione del territorio in cui si vive e agisce da driver economico per tutte le attività presenti.
Grande interesse per i festival: quasi 3 su 4 nell’ultimo anno hanno partecipato ad almeno uno o una iniziativa folckloristica, spostandosi fuori dalla propria città. I format più apprezzati sono le fiere e i festival musicali, discreto l’interesse anche per quelli tematici e le rassegne. Ad evidenziarlo le risposte fornite: su un campione di 10 festival nazionali sottoposti a valutazione, 9 italiani su 10 ne conoscono almeno uno: al quinto posto proprio la “Notte della Taranta” con una percentuale del 53%. Al primo posto la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia conosciuta dal 67% del campione intervistato al pari della Biennale di Venezia, al terzo posto, con il 61%, il Giffoni Film Festival in Campania e al quarto Umbria Jazz di Perugia con il 57%. Alla domanda su quali siano i 3 che esprimono meglio l’identità e la cultura italiana, il 30% include il Festival salentino dedicato alla taranta e il 34% dichiara che gli piacerebbe parteciparvi. Tornando alla Puglia, le fiere e le rassegne musicali sono le tipologie di festival maggiormente apprezzate dagli intervistati pugliesi, rispettivamente con il 56% e 55%: di questi, il 61% di chi ha preso parte a una fiera negli ultimi 12 mesi appartiene alla fascia di età superiore ai 55 anni, mentre il 61% di chi ha seguito un festival musicale si colloca nella fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni. Sono compresi anche festival letterari e scientifici, feste popolari e sagre, che nell’ultimo anno hanno riscontrato l’interesse del 48% dei Pugliesi, spingendo anche 1 cittadino su 3 al di fuori della propria città. La Notte della Taranta di Melpignano e la manifestazione musicale dei Battiti Live sono stati i due eventi più partecipati dal campione ma la lista di festival citati è molto ampia e diversificata. Le rilevazioni effettuate nel mese di luglio 2025 dunque hanno delineato un trend di consumo culturale positivo con una particolarità: nella regione, la distinzione tra “cultura” e “tradizione” è molto sottile. Feste popolari, sagre, processioni religiose e riti comunitari costituiscono per il cittadino pugliese il principale strumento attraverso cui le comunità vivono, producono e trasmettono cultura che, per tutti, ha un ruolo particolarmente importante tanto che il 46% la considera un’opportunità per apprendere e ampliare i propri orizzonti. Per Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani: «I dati dell’Osservatorio confermano quanto la cultura continui a rappresentare, per gli italiani, una straordinaria opportunità di apprendimento e arricchimento personale. Ma evidenziano anche la necessità di investire con decisione in politiche che rendano l’accesso alla cultura sempre più equo e diffuso». Motivo per il quale, insieme a Confcommercio, sono stati presentati un nuovo Protocollo di collaborazione e il Master in Economia e gestione delle imprese culturali, che – dice l’ex assessore pugliese alla cultura- «offre strumenti e competenze avanzate per operare in maniera efficace nell’organizzazione e nella gestione delle attività delle imprese del settore, sostenendo i partecipanti nella ricerca di nuove modalità di valorizzazione del patrimonio culturale e promuovendo politiche di innovazione e capacità imprenditoriali».
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