Palloncini bianchi in cielo e folla in lacrime. L’addio a Sofia: «Sarà difficile tornare in aula senza di te»
La piccola, scomparsa per un malore fatale, aveva solo 10 anni

Un applauso lungo, quasi infinito, ha accompagnato, insieme al lancio di tanti palloncini bianchi, l’uscita del feretro della piccola Sofia Cecilia Roma dalla Chiesa Nuova a Carovigno (Brindisi). Attorno, una folla immensa: amici, conoscenti, famiglie intere, compagni di classe e cittadini di ogni età. Volti segnati dalle lacrime, ma anche sguardi attoniti e abbracci che cercavano di sostenere ciò che nessuno dovrebbe mai sopportare. Qualcuno ha chinato la testa, altri hanno guardato il cielo, come a cercare una risposta impossibile. La Chiesa Nuova e le strade intorno nel pomeriggio di oggi erano gremite già molto prima dell’inizio della celebrazione dei funerali della piccola. In quel momento, tra il silenzio e la commozione, Carovigno e Ostuni si sono strette l’una all’altra, diventando un’unica comunità ferita ma unita. Ieri, a Carovigno, si è celebrato l’ultimo saluto alla piccola Sofia, dieci anni appena.
La celebrazione, presieduta da don Franco Maldarella, è stata intensa.
Tangibile anche la sua commozione durante l’omelia. «Il nostro volto si bagni di lacrime, ma non di disperazione: Sofia ora vede la luce del Signore e del Paradiso – ha detto don Franco – partecipiamo a un dolore e c’è un paese intero che abbraccia la famiglia. La comunità è qui, unita. Non è un addio, è un arrivederci. Ai genitori e a tutti dico: continuate a essere testimoni dell’amore che è stato». In prima fila, tra gli altri, presente anche il sindaco di Carovigno, Massimo Lanzilotti. Il dolore che in queste ore avvolge Ostuni e Carovigno è un dolore che non trova parole. Sofia, figlia di mamma ostunese e papà carovignese, è scomparsa martedì pomeriggio dopo un malore improvviso. Era stata portata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale “Camberlingo” di Francavilla Fontana, ma le sue condizioni si sono aggravate in pochi minuti. Mentre medici e sanitari tentavano ogni manovra possibile, il suo cuore ha smesso di battere. Ogni tentativo di salvarla è stato vano.
Sofia viveva con i genitori a Carovigno e frequentava la quinta elementare e l’anno scorso aveva vissuto il momento della prima comunione. Presenti in chiesa i suoi compagni di classe, distrutti dalla tristezza. Immagini che tolgono il fiato. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto immenso che da giorni invade anche le strade e i social: centinaia di messaggi di vicinanza, di dolore e di ricordo. Cinque le lettere lette al termine della celebrazione. «Cara Sofia, non avremmo mai immaginato di dirti addio così presto. Il tuo viso dolce rimane impresso nei nostri cuori. Illumina con i tuoi occhi la tua famiglia e tutti noi». E poi ancora. «È difficile trovare le parole. Eri timida e dolce, una presenza silenziosa, ma bastava un tuo sguardo per brillare. Non dimenticheremo la tua risata contagiosa. Amavi tanto i cavalli e oggi ti immaginiamo sorridente a cavallo tra le nuvole. Ti vogliamo bene, tantissimo». Letto anche un pensiero da parte della classe 5 G per stringersi forte attorno alla mamma Concetta, al papà Antonio, al fratellino Riccardo e a tutti i suoi cari. «I bambini perdono una compagna di classe a cui erano tanto affezionati. Sarà difficile tornare in aula e trovare il suo banco vuoto. È come se, in cuor nostro, Sofia fosse figlia di tutte noi mamme».
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